Come scegliere l’hosting per il tuo sito ed evitare le trappole più comuni

Scritto da Tiziano Fogliata
Aggiornato il
Server farm web hosting

Quale servizio di hosting acquistare? È più importante la banda o lo spazio su disco a disposizione? La RAM o la CPU? Meglio un VPS o è sufficiente un hosting condiviso? Ma soprattutto, quale fornitore di hosting scegliere?

Quando è il momento di pubblicare un nuovo sito, la scelta dell’hosting, se non si hanno esperienze pregresse, è quasi una sorta di lotteria. L’enorme numero di aziende (che in molti casi sono semplici rivenditori) e di offerte complica non poco la vita a chi vuole semplicemente un posto per ospitare il proprio sito e dormire sonni tranquilli.

In questo articolo ti spiegherò quali sono i principali aspetti da considerare nella delicata scelta del miglior hosting per il tuo sito, ripeto “per il tuo sito“. Non si tratta infatti di trovare il miglior hosting in assoluto, impresa che si rivelerebbe impossibile, ma soprattutto di aiutarti nella scelta dell’hosting più adatto per le tue esigenze.

In fondo all’articolo troverai anche un elenco delle “trappole” più comuni alle quali prestare attenzione quando acquisti un hosting.

Come fare allora per evitare errori? La soluzione definitiva ovviamente non esiste, però può essere utile tenere ben presenti alcuni punti, vediamo quali.

Hosting per lavoro o per svago?

Lo spazio web che hai intenzione di acquistare ti serve per scopi lavorativi o per semplice svago? Questa è la prima domanda che devi porti nella scelta del fornitore e dell’offerta.

In molti casi infatti si investono migliaia di euro nello sviluppo o nella grafica di un sito ma poi si fa la corsa al risparmio quando si tratta di scegliere l’hosting.

Se utilizzi il sito per fare e-commerce o per permettere a potenziali clienti di contattarti per richiedere un preventivo pensa a quanto potrebbe costarti avere un sito lento da navigare oppure completamente irraggiungibile per un giorno.

Immagina poi di aver attivato anche delle campagne pubblicitarie (Google Ads, Facebook Ads o altro) per promuovere i tuoi prodotti e gli utenti che cliccano sull’annuncio pubblicitario si trovano di fronte un bel messaggio di errore. Non ci faresti una gran figura ed è probabile che quei potenziali clienti non si trasformino mai in clienti reali.

Hosting a prezzo irrisorio e risorse illimitate

Banconote

È “curioso” trovare piani hosting venduti a pochi euro che vantano risorse illimitate, mentre altri che costano diverse centinaia di euro (o dollari) presentano una lista dettagliata di tutti i requisiti e di tutte le limitazioni.

Ma come è possibile che costi di più un servizio che offre 10 GB di spazio disco e un numero massimo di visite mensili, rispetto a un altro che offre spazio disco e banda illimitati? Solitamente chi offre tutte le risorse in modo illimitato risparmia su altri fattori e punta sull’acquisire il maggior numero di clienti stipandoli sui propri server.

Inoltre la banda e lo spazio illimitato sono, in un certo senso, delle illusioni. Chi propone tali offerte sa benissimo che la stragrande maggioranza dei siti che verranno ospitati su quei server non arriverà mai a saturare quelle risorse promesse. Anche perché quando uno di questi siti inizia a sviluppare un considerevole volume di traffico, le poche risorse  in termini di banda, processore e memoria disponibili su quei server (condivise con tutti gli altri clienti) iniziano a farsi sentire e il cliente, se non vuole passare le giornate a imprecare, è costretto a passare ad un piano di hosting di fascia superiore.
Nei contesti più sfortunati poi, quel considerevole volume di traffico tale da creare problemi, non è nemmeno così eccessivo.

Hosting per un sito statico o uno dinamico

Una delle altre caratteristiche che spesso viene esaltata nelle offerte è il fatto di poter ospitare un numero di domini illimitato all’interno del proprio spazio hosting.

Prima di pensare di poter creare decine di blog, considera che il quantitativo di risorse necessario per far girare un sito basato su un sistema dinamico (come WordPress ad esempio) è ben diverso da quello di un sito costituito da semplici pagine HTML statiche.

Nel primo caso va considerato il lavoro svolto per interpretare il linguaggio (ad esempio PHP), eseguire le varie operazioni ed effettuare le numerose interrogazioni al server database.

Per un server web è ben diverso gestire cento richieste di una pagina HTML statica e il medesimo numero di richieste delle home page di un sito WordPress sul quale magari sono stati installati anche numerosi plugin (che richiedono ulteriori risorse).

Quindi, tornando al discorso fatto nel punto precedente, un conto è offrire spazio per domini illimitati, un altro è essere certi che tutti i siti ospitati su quei domini funzionino in modo dignitoso.

Se ad esempio hai un sito e-commerce realizzato con WordPress e il plugin WooCommerce, un sito membership o un sito che eroga corsi online; queste tre tipologie di sito sono molto più esigenti rispetto a un classico sito WordPress usato esclusivamente come blog. Quindi hanno bisogno di un hosting più performante.

Cercare pareri sui vari servizi hosting in rete

Prima di acquistare un servizio di hosting, prova a cercare se in rete c’è qualcuno che ha avuto esperienze positive o negative con tale hosting provider. In questo caso spesso sono più utili gli articoli scritti da singoli utenti, che hanno effettivamente provato un servizio, rispetto ai numerosissimi siti che offrono recensioni (quasi sempre tutte positive) dei vari provider e che ospitano decine di banner e link di affiliazione degli stessi fornitori che recensiscono.

Nel settore dell’hosting, i programmi di affiliazione sono la norma. Per questa ragione è molto facile trovare articoli che tessono le lodi di questo o di quell’azienda.

TI suggerisco di provare anche a fare un ricerca su Twitter. Questo per vedere se ci sono persone che hanno pubblicato note positive o negative al riguardo.

Chiedere informazioni prima di acquistare

È consigliabile provare a contattare il fornitore di hosting prima di procedere all’acquisto online del servizio. Se qualcosa non vi è chiara o se volete essere sicuri che lo spazio Web disponga delle caratteristiche che a voi servono, mandate una mail o una richiesta al servizio di assistenza pre-vendita e valutate sia il tempo di risposta sia il grado di completezza della stessa. Questi possono essere elementi utili per capire come l’hosting provider potrebbe rispondere anche in caso di eventuali problemi futuri.

Verifica inoltre se sono previste altre funzionalità aggiuntive come:

  • un servizio di backup dei dati;
  • la possibilità di poter essere risarciti se il servizio non ci soddisfa (dopo un periodo di prova iniziale);
  • l’assistenza 24 ore su 24 oppure solo in orario di ufficio;
  • il tipo di pannello di controllo offerto, i più comuni sono Plesk e Cpanel;
  • la possibilità di effettuare upgrade o downgrade del proprio piano se vi servono maggiori o minori risorse*;
  • il certificato SSL viene fornito e installato gratuitamente?
  • un forum dedicato agli utenti o una sezione di aiuto particolarmente curata nella quale è facile trovare la soluzione alle problematiche più comuni;
  • la possibilità di richiedere un indirizzo IP dedicato.

* quasi tutte le aziende offrono diversi tipologie di hosting: piani di fascia bassa, di fascia media e di fascia alta. Alcune volte questi piani si differenziano tra di loro solo per lo spazio disco o la banda disponibile, in altri casi invece differiscono anche per altre caratteristiche come la memoria RAM dedicata o la quota di CPU assegnata.

Poter disporre di un piano facilmente scalabile è sicuramente vantaggioso dato che permette di disporre di maggiori risorse in tempi brevissimi senza dover necessariamente effettuare la migrazione dei propri dati su un nuovo server.

Tra gli hosting provider che utilizzo, ho utilizzato e che ti consiglio di prendere in considerazione, ci sono:

Servizi di hosting condiviso

Sono una soluzione consigliata soprattutto a chi si avvicina per la prima volta alla creazione di un sito e desidera un servizio di buona qualità ma senza spendere troppo. Questi servizi permettono anche di registrare il dominio durante la fase di acquisto del servizio e offrono anche il servizio di gestione delle caselle di posta elettronica.

  • SiteGround, hosting di ottima qualità a prezzi vantaggiosi. Il supporto è in lingua italiana. Considera che il prezzo scontato dei vari piani si riferisce solo al primo ciclo di fatturazione. Il rinnovo si paga a prezzo pieno. Leggi la mia guida su come installare WordPress su SiteGround.
  • SupportHost, altro hosting di buona qualità con prezzi molto convenienti. Ideale per chi cerca una soluzione a basso costo. Il supporto è in lingua italiana. Qui trovi la mia recensione su SupportHost.

Servizi di hosting WordPress gestito ad elevate prestazioni

Questi servizi offrono elevate prestazioni, sicurezza e supporto 24/7 ai propri clienti. Offrono funzionalità avanzate e sono indicati per chi desidera un sito che si carichi velocemente anche con elevati livelli di traffico, senza doversi preoccupare dei dettagli tecnici. Tieni presente che questi servizi non offrono la registrazione del dominio e il servizio di posta elettronica.

  • Rocket.net – Hosting WordPress gestito focalizzato su WordPress che offre numerose funzionalità incluse, come ad esempio Cloudflare Enterprise abilitato su tutti i piani. Il supporto è in lingua inglese.
  • Kinsta – Altro servizio di hosting gestito che utilizza i server di Google Cloud Platform. Il supporto è anche in lingua italiana. Qui trovi una mia recensione su Kinsta hosting.

Servizi di cloud hosting per sviluppatori, web designer e agenzie

  • CloudWays, un servizio che ti permette di scegliere tra diversi fornitori di cloud hosting semplificando (e di molto) la gestione del server. Si tratta di una soluzione che consente di avere un hosting performante a un buon prezzo. Una volta attivato un server, puoi installare quanti siti desideri (compatibilmente con le risorse del server che hai scelto). Il supporto è in lingua inglese.
    Qui puoi leggere una recensione su Cloudways.

Aspetti da considerare quando acquisti un servizio di hosting (stai attento a questi trucchi)

Quando decidi di acquistare un servizio di hosting per il tuo sito, le cose alle quali prestare attenzione non sono solo la lista delle funzionalità e il canone mensile da pagare.
Anche nel mondo dell’hosting, come in altri aspetti della vita, non tutti gli operatori operano sempre in modi eticamente corretti. Esistono infatti numerosi trucchi che una società di hosting può utilizzare per massimizzare i profitti, per spingerti ad acquistare cose che non ti servono oppure per rendere più difficoltoso il passaggio ad altri operatori.

Sito che diventa sempre più lento

Gran parte dei servizi di hosting offrono una sorta di periodo di prova entro il quale è possibile richiedere la restituzione di quanto pagato per il servizio, la famosa garanzia “money back”. Questa possibilità riduce in maniera considerevole i dubbi dell’acquirente nel momento dell’acquisto.
“In fondo – pensa lui ingenuamente – se il servizio non mi soddisfa potrò chiedere il rimborso”.

Purtroppo però esistono fornitori che sfruttano questa tecnica in modo non etico. In tali casi è facile notare un peggioramento delle prestazioni del proprio sito una volta terminato il periodo utile nel quale è possibile chiedere il rimborso. Quando poi si va a contattare l’assistenza, spesso la risposta consiste nell’invito ad acquistare un piano superiore e ovviamente più costoso.

Problemi col tuo sito? All’assistenza tecnica non risulta

Il personale qualificato per gestire i server, tutti gli apparati e le configurazioni necessarie per far funzionare correttamente un servizio di hosting ha ovviamente un costo, così come il personale incaricato di fornire supporto alla clientela. Ed è proprio risparmiando su queste due voci che le società che offrono hosting di bassa qualità basano il loro “successo”.

In molti casi per rispondere alle crescenti richieste di supporto inviate dai clienti che lamentano errori o problemi nel caricamento delle pagine del loro sito, viene utilizzata la tattica dell’attesa. In pratica, il supporto tecnico attende che il problema si risolva per poi rispondere al cliente che dai controlli effettuati risulta tutto funzionante. Così facendo si evita persino che venga registrato il disservizio.

Registrare il dominio insieme all’hosting o no?

Personalmente preferisco gestire separatamente il servizio di hosting dalla registrazione dei domini. In questo modo è possibile spostare molto più facilmente e rapidamente il proprio sito su un altro hosting in caso di problemi.

Per chi è alle prime esperienze, è senza dubbio più comodo ed economico registrare il dominio contestualmente all’acquisto dell’hosting. In questo modo non dovrà gestire due diversi fornitori.

Registrare il dominio e acquistare l’hosting presso la stessa azienda rende però più complesse le operazioni di trasferimento e di cambio di provider.

È in parte anche questa la ragione per la quale molti servizi di hosting offrono gratuitamente la registrazione del dominio.

Già che sei alla cassa acquista anche queste cose che potrebbero non servirti ;)

Le tecniche dell’upselling e del cross selling sono ormai una prassi consolidata da tempo nell’e-commerce e anche nella vendita di servizi di hosting sono ampiamente utilizzate. Si tratta di tentativi per stimolare l’acquisto di piani di fascia superiore o di servizi aggiuntivi.

Non è raro che tali sistemi vengano utilizzati per promuovere la vendita di servizi poco utili, se non del tutto inutili, insieme al piano di hosting.

Durante la fase di acquisto fai quindi molta attenzione per evitare di mettere nel carrello e acquistare servizi che magari non ti servono.

Addebiti anticipati sulla carta di credito

Quando si acquista un servizio sarebbe buona norma leggere tutte le norme del contratto. Non è raro infatti che, tra le varie clausole, si celino dei trucchetti che permettono di incrementare facilmente il fatturato del fornitore di hosting. Tali clausole possono causare addebiti inaspettati sulla carta di credito.

Ci sono ad esempio situazioni in cui dei servizi vengono offerti gratuitamente con l’acquisto di un pacchetto ma che poi vengono addebitati in caso di richiesta di rimborso.

Un altro aspetto al quale prestare attenzione è l’addebito in fase di rinnovo del contratto. A volte infatti l’addebito sulla carta viene effettuato con un certo anticipo rispetto all’effettiva scadenza annuale del piano. Meglio quindi controllare ed agire con un ampio anticipo se decidi di non rinnovare l’abbonamento.

Scopri come è facile installare WordPress su SiteGround,
leggi la guida passo passo e guarda il tutorial che ho realizzato.

Attento ai canoni di rinnovo, soprattutto se sono poco visibili sul sito del fornitore

Un ulteriore aspetto che ti consiglio di considerare molto attentamente quando acquisti un piano di hosting è quello del costo di rinnovo. Sui siti delle società di hosting è piuttosto comune vedere ben evidenziati i canoni mensili estremamente convenienti, che però spesso vengono applicati solo per il primo anno o per la prima fattura.

Spesso però la stessa enfasi non viene riservata ai canoni di rinnovo che, in alcuni casi, vengono anche nascosti piuttosto bene.

Quando acquisti un piano hosting quindi, ti consiglio di prestare massima attenzione non solo a quanto andrai a pagare la prima volta, ma anche all’ammontare relativo al rinnovo annuale del servizio. Non è raro infatti che, in caso di promozioni, il costo del rinnovo sia anche il doppio o il triplo rispetto a quanto pagato il primo anno.

Quale servizio hosting scegliere?

Come hai potuto vedere sono numerosi i fattori che occorre valutare nella scelta del servizio che dovrà ospitare il tuo sito.

Per aiutarti, vedo di fornirti ancora qualche consiglio.

Nella scelta di un hosting provider considera quanto è importante il sito nella tua attività. Se rappresenta un fattore cruciale, ti sconsiglio di andare alla ricerca del piano hosting più economico in assoluto. Meglio puntare su un servizio che ti possa garantire prestazioni migliori e un ottimo livello di supporto. Questo ti eviterà perdite di tempo e incazzature in futuro ;)

Ti ricordo inoltre che migrare da un servizio di hosting a un altro è sempre possibile e, se non hai un sito troppo complesso, è un’operazione che non richiede grandi quali sforzi. Quindi anche se hai sbagliato nella scelta del fornitore la prima volta, è sempre possibile rimediare.

Conveniente
Support Host hosting WordPress

Uno dei servizi di hosting più convenienti ma che offre prestazioni e supporto di buon livello.

Consigliato
SiteGround Hosting per WordPress

Ottimo rapporto qualità prezzo. Ideale per chi vuole un hosting veloce ma facile da usare.

Personalizzabile
Cloudways hosting

Per chi preferisce maggiori prestazioni e la flessibilità del cloud hosting.

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18 commenti su “Come scegliere l’hosting per il tuo sito ed evitare le trappole più comuni”

  1. Personalmente posso definirmi soddisfatto di fornitori come eapps.com e vps.net. Anche con slicehost.com e hotdrupal.com (appositamente pensato per siti realizzati con Drupal) mi sono trovato molto bene. Trovare un buon hosting al giusto prezzo non è comunque facile.

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  2. Ottimo articolo, sono già alcuni giorni che ci sbatto la testa per scegliere un hosting affidabile e professionale.
    Finora tutti i siti che gestisco sono basati su piattaforma WordPress e risiedono su un hosting italiano a prezzo molto contenuto, mi sono sempre trovato bene nonostante alcuni si possano lamentare però per siti di piccole aziende che non generano un traffico elevato di visitatori va più che bene.
    Ultimamente, visto che WordPress è diventato molto esigente di memoria e anche tutto il resto che ci ruota intorno, sto proprio pensando di affidarmi a un fornitore “serio” dove appoggiare proprio il servizio di hosting mentre magari tenere l'attuale solo per registrare i nomi di dominio. In un futuro ormai come è già stato detto in cui conterà sempre di più la velocità di caricamento delle pagine, hai qualche consiglio da darmi? L'unico sul quale sono fissato è Media Temple. Grazie. :)

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  3. … bell'articolo, condivido al 100% la prima parte: se ti serve per lavoro o se serve per lavoro ai tuoi clienti e se il tuo cliente non è un panettiere (per modo di dire) che ci fa veramente poco con un sito, “non badare a spese” (non c'è bisogno di spendere cifre iperboliche, un hosting condiviso di fascia professionale va sicuramente bene, se vuoi un dedicato “buono” spenderai un po di più, se per te o per il tuo cliente l'hosting è molto importante (core business) scegli prodotti di fascia ancora più alta. sicuramente non fidarti di chi propone “tutto” ad un prezzo troppo basso e a chi non fornisce anche supporto telefonico. se pensi di avere con poche decine di euro all'anno un buon servizio ed un buon supporto telefonico, può significare che : non hai conosci quali sono i costi annuali di sistemisti senior in grado di fornire una soluzione a qualsiasi problema in tempi brevi, non hai la percezione corretta di cosa significa erogare un servizio 24 ore su su 24 con personale reperibile in grado di intervenire in remoto od in loco. nell'hosting (e non solo) sono le persone che fanno la differenza, non i Mbyte e i Mbps

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  4. Ciao Tiziano, in tanti anni di esperienza da fruitore di questi servizi, mi sono accorto che oltre alla banda, il parametro fondamentale per un sito dinamico con pesante utilizzo del db è dato dalla RAM disponibile. Sfortunatamente, è un parametro raramente garantito ed è comunque difficile poter stabilire quanta ram effettivamente serva avere a disposizione per superare con scioltezza anche eventuali picchi di carico ecc.

    In particolare, su vinix, sto cominciando a notare alcuni problemi di questo tipo su query molto complesse che devono eseguire davvero moltissimi calcoli prima che il db sia in grado di restituire la risposta e in alcuni casi il tempo che occorre inizia a divenire inaccettabile. Per esempio su questa pagina: http://www.vinix.it/statistiche.php noterai che si carica a pezzi. Addirittura ho dovuto togliere alcune query perchè andando a compiere operazioni complesse sui tag intasavano davvero pesantemente il server database.

    Il mio fornitore – da più di 10 anni mi servo da hostingsolutions con discreta soddisfazione – mi suggerisce di restare sul mio piano di hosting attuale che è un top di fascia alta con prestazioni ragguardevoli. Però la tentazione di passare ad un housing è forte anche se è appunto difficile stabilire la dimensione minima di ram necessaria e di banda garantita necessaria (i costi sono molto diversi tra un hounsg e l'altro.

    Mi interesserebbe avere una tua opinione anche in merito ai server virtuali (VPS) anche perché ormai hanno caratteristiche veramente avanzate.

    Ciao, Fil.

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  5. Cioa Filippo, il tuo fornitore di hosting non ti dice quanta RAM hai a disposizione? Tieni comunque presente che, con servizi come quelli di VPS.net ad esempio, puoi benissimo avere un server virtuale con 7.2GHz di CPU e 4608MB di Ram dedicata. Molti altri offrono soluzioni simili. Per non parlare poi di Amazon EC2.

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  6. Ti danno i parametri della macchina complessivi (teoricamente non ti danno limiti di utilizzo), ma essendo condivisi logicamente non puoi sapere quanti siano tuoi e garantiti. Vado a vedermi per bene le caratteristiche di vps.net, Grazie.

    Fil.

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  7. Il bello di queste soluzioni è che puoi veramente aggiungere o ridurre le risorse che ti servono in pochissimo tempo senza dover migrare i dati da una macchina all'altra. Poi, in caso di bisogno, puoi sempre mettere il web server su una macchina e il database server su un'altra e ottimizzare il tutto.

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  8. Il problema Mauro non è il traffico ma la pesantezza delle query su un db di 400 MB in costante crescita. Uso enterprise linux comunque, si.

    Ciao, Fil.

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  9. Filippo, la dimensione del db dice tutto e niente, sono l'applicazione e le query che ci sono sotto che possono creare problemi, come hai già detto tu nel precedente post. Il mio consiglio è, prima di cambiare piano o fornitore, lavorare molto sulla ottimizzazione delle query. (forse lo hai già fatto?)
    se non risolvi valuta un server dedicato linux. per fare funzionare bene mysql hai bisogno di una buona cpu, e ram abbondante, 2 0 4 gbyte . con questo potrai crescere ancora veramente molto.

    quando arriverà (se arriverà) un momento in cui avrai saturato le risorse di questo server potrai sempre aggiungere una macchina che fa db server mysql.

    questa configurazione con due server può gestire siti molto più grandi del tuo e generalmente ha un front-end che usa veramente molta banda con molti siti. parliamo di alcuni milioni di visitatori/anno senza problemi

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  10. Mi complimento per quanto e ben fatto e coglie il punto cruciale infatti sono in procinto di cambiare Hosting server tra i vari Hosting in rete o notato una maggioranza di utenti soddisfatti delle offerte Hosting server fatte dalla Aruba.it in quanto mi sono convinto di tale 0fferta in quanto un mio carissimo amico che a uno studio di grafica ASDESIGN utilizza piattaforme ARUBA.IT e mi a confidato che non può lamentarsi affatto in quanto fornisce il massimo al meglio della convenienza e sicurezza! a costi relativamente Bassi! ma se un grande server hosting a 1.600.000 utenti che lo preferiscono qualcosa di Buono avra! non pensate? non posso dire altrettanto con la Tuonome.it da cui sto scappando letteralmente.

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  11. credo che 'sentire' il parere di chi usufruisce di un servizio hosting sia una fra le migliori strategie per sondare la validità a tutto tondo del fornitore, così come suggerisce Fogliata.

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  12. OTTIMO ARTICOLO!! Domanda: Ho trasferito dominio e hosting da siteground ad altro provider prima dei 15gg. Nonostante cio oggi siteground mi vuole addebitare quasi tre piotte per il.rinnovo hosting (comprato a 80euro circa dodici mesi fa – quindi costo triplicato! Ma che bravi). Non sapevo ovviamente del rinnovo automatico quindi non l ho disattivato . Ma avendo trasferito dominio e hosting molto prima della scadenza, puo Siteground pretendere il pagamento di hosting e dominio trasferiti gia ad un altro fornitore di hosting?

    Rispondi
    • Ciao, so che i servizi sono rinnovati automaticamente 15 giorni prima della scadenza, quindi se non hai disattivato il rinnovo automatico, SiteGround procede con l’addebito. Inoltre, anche se tu hai trasferito il sito da un’altra parte, per SiteGround tu hai ancora il servizio attivo. Poi che lo usi oppure no, questo non fa differenza. Comunque ti consiglio di provare a sentirli.
      Per l’aumento dei prezzi, questo dipende dal fatto che SiteGround propone un prezzo molto scontato con il primo ciclo di fatturazione, ma il prezzo effettivo del servizio di hosting è quello che paghi al primo rinnovo.

      Rispondi
  13. Qualsiasi consiglio o sconsiglio per aruba.it?
    come hosting….

    Se il mio sito e per attirare i clienti ma nessun possibilità di pagare tramita il sito stesso e ancora consigliato https?

    Inoltre, se vado con siteground, due domande,
    1. E vero che meglio scegliere un hosting nello stesso paese cioè, se parliano di domino.it meglio hosting in Italia ?
    2. Posso utilizzare con wordpress senza https?

    Grazie tanto.

    Rispondi
    • Aruba non lo utilizzo, quindi non posso esprimermi più di tanto. Sicuramente con i piani da € 20 all’anno di Aruba non bisogna aspettarsi dei miracoli. Aruba però ha anche piani hosting migliori.
      HTTPS ormai è raccomandato in tutti i casi. Volendo puoi utilizzare WordPress anche senza HTTPS, ma non vedo il motivo per farsi del male scegliendo questa strada.

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  14. Salve grazie per questo articolo, complimenti, perchè mi ha fatto riflettere su una cosa. La mia riflessione si basa su questo esempio:

    -Metto il mio sito su Siteground, server VPS, datacenter Londra.
    -Il mio sito, sarà visibile anche a Singapore e negli USA? o devo metterlo anche sui datacenter di queste località? pagando cosi un abbonamento per ogni datacenter?

    Mi sorge questo dubbio perchè:
    1) Siteground, nella mappa mondiale del loro servizio, mostra cinque datacenter in luoghi tattici del globo, e un migliaio di CDN CloudflareIl. Da quello che ho capito i CDN fanno da ”tramite” per rendere il sito visibile in tutto il mondo, nonostante il sito abita in un datacenter a Londra.
    2) Leggevo in giro, che per far funzionare il proprio sito in Cina, che blocca notevolmento quasi di tutto, serve una licenza ICP, che, se non si vuole fare, si deve optare per il database in Hong Kong.
    Grazie in anticipo.
    Simone

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    • Ciao Simone, se scegli il datacenter di Londra il sito sarà visibile comunque in tutto il mondo (per la Cina dipende, per via del loro firewall). La logica però è quella di scegliere il datacenter più vicino a dove si trova la maggior parte del tuo pubblico.
      I servizi di CDN hanno lo scopo di velocizzare la fruizione dei contenuti rendendoli geograficamente più vicini a tutti gli utenti che si trovano nelle varie aree geografiche.
      La licenza ICP ti serve se vuoi usare un hosting cinese o aprire un sito e-commerce in Cina.

      Rispondi

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