Come misurare la velocità di caricamento delle pagine web e i Web Vitals di Google

Misurare la velocità alla luce dei Segnali Web Essenziali di Google

Scritto da Tiziano Fogliata
Aggiornato il

La velocità di caricamento di una pagina Web è un fattore che riveste e rivestirà sempre maggiore importanza in futuro, soprattutto per quel che riguarda il posizionamento sui motori di ricerca.

Per misurare le prestazioni del proprio sito esistono numerosi strumenti, la maggior parte dei quali gratuiti, che permettono di ottenere informazioni preziose.

Questi servizi permettono di rilevare il tempo di caricamento della pagina e analizzare i fattori e gli elementi che possono causare dei rallentamenti. Non manca però la confusione, dato che esistono diversi modi di misurare la velocità e i tempi di caricamento e non tutti gli strumenti misurano gli stessi fattori. Inoltre, con l’arrivo dei Core Web Vitals di Google la situazione potrebbe anche diventare più complicata.

Pingdom Tools per chi ama la semplicità

Uno degli strumenti di misurazione più popolari è sicuramente il Full Page Test di Pingdom, che consente di ottenere un sintetico rapporto sui tempi di caricamento e sul peso dei vari elementi che costituiscono la pagina.

Il test di velocità di caricamento di Pingdom

È il più semplice e immediato, ma fornisce anche informazioni utili per valutare il contributo dei vari elementi presenti nella pagina al rallentamento complessivo. Offre, come altri strumenti analoghi, la visualizzazione in modalità waterfall (a cascata), che permette di consultare l’ordine di caricamento dei vari elementi e le varie fasi relative a ogni singola richiesta (DNS Lookup, SSL handshake, tempi di attesa, tempi di invio…). Questo tipo di informazioni sono molto utili, ad esempio per individuare se la presenza di un widget o un altro componente esterno sono i principali fattori di rallentamento, oppure se è il tuo hosting o la presenza di contenuti poco o per nulla ottimizzati a rappresentare un collo di bottiglia.

WebPageTest offre una ricca panoramica di dati

Una soluzione più ricca di dettagli è quella offerta da WebPageTest, che rispetto a Pingdom permette anche di stabilire la località geografica dalla quale effettuare le misurazioni. Ha infatti poco senso testare un sito destinato ai visitatori italiani da un server che si trova dall’altra parte del mondo.

Test da Milano con WebPageTest

WebPageTest fornisce inoltre dei rapporti molto dettagliati e anche i consigli relativi alle ottimizzazioni che è possibile implementare per migliorare i tempi di caricamento.

È possibile effettuare un test sia per quel che riguarda la prima la prima visita alla pagina sia quelle successive, in modo da valutare l’impatto delle modalità di caching implementate.

WebPageTest è sicuramente un servizio da inserire nei propri bookmark e da utilizzare per verificare e migliorare i tempi di caricamento del proprio sito Web.

Questo strumento inoltre incorpora anche il rilevamento dei cosiddetti segnali Web Vitals, gli indicatori proposti da Google per misurare la velocità nell’ottica di una migliore esperienza dell’utente. Quindi non solo velocità di caricamento pura e semplice ma indicatori relativi a diversi aspetti che possono influenzare la user experience.

Core Web Vitals, i Segnali Web Essenziali di Google

I Core Web Vitals sono stati introdotti anche all’interno di Google Search Console, permettendo a tutti i proprietari di siti di tenerli monitorati in modo comodo e facile. In italiano sono tradotti con “Segnali web essenziali”, nome decisamente meno cool rispetto alla versione inglese ;)

Core Web Vitals di Google, Segnali Web Essenziali

Ma quali sono i Core Web Vitals? Eccoli:

  • Largest Contentful Paint (LCP): è l’indicatore che misura il tempo di caricamento e rileva il tempo necessario per visualizzare l’elemento più grande visibile sulla pagina (un’immagine, un video, ma anche un blocco di testo). Per avere una buona user experience questo tempo dovrebbe essere inferiore ai 2,5 secondi.
  • First Input Delay (FID): è l’indicatore che misura l’interattività, ossia il tempo di risposta del browser dalla prima interazione dell’utente. Sono considerati buoni i tempi inferiori ai 100 millisecondi.
  • Cumulative Layout Shift (CLS): è l’indicatore che misura la stabilità dei contenuti visualizzati sulla pagina. In sostanza viene valutato negativamente il fatto che, durante il caricamento della pagina, gli elementi cambiano di posizione. Hai presente quando stai per cliccare un link o un pulsante ma questo si sposta all’improvviso? Ecco, il CLS traduce in un numero questo livello di fastidio ;) Un buon punteggio è uguale o inferiore a 0,1.

Oltre a Google Search Console sia il Page Speed Insights di Google e la misurazione dei Core Web Vitals permettono di rilevare questi Core Web Vitals. Considera inoltre che i dati che vedi su Google Search Console relativi ai Core Web Vitals sono solitamente in ritardo di alcune settimane. Quindi non aspettarti di vedere domani i risultati per dei cambiamenti che hai effettuato oggi sul tuo sito.

Aspetto importante è che questi Core Web Vitals saranno considerati fattori di ranking e quindi, la loro importanza a livello SEO non va trascurata. È chiaro che sono da trattare come uno dei fattori. Non è che adesso devi abbandonare tutte le buone prassi SEO relative ai contenuti e passare le giornate con il cronometro in mano a misurare il caricamento di tutte le pagine del tuo sito ;)

Core Web Vitals

I Segnali Web Essenziali (o Core Web Vitals) di Google inoltre forniscono degli indicatori, ma spesso non permettono di individuare facilmente su quali aspetti intervenire. Inoltre non tengono conto del tipo di piattaforma utilizzata. Basti pensare poi che molte volte è proprio la presenza di strumenti di Google come Google Analytics, Google Tag Manager o l’utilizzo dei Google Fonts a peggiorare questi punteggi.

Utilizza anche GTMetrix

Per questo motivo, consiglio di utilizzare sempre anche un tool come GTMetrix per rilevare i tempi di caricamento delle pagine. È uno strumento molto semplice e di facile interpretazione. Oltre a fornirti i tempi, offre consigli utili su come ottimizzare la velocità di caricamento.

Esempio di risultati forniti da GTMetrix

Su GTmetrix puoi anche consulare il report Waterfall, attraverso il quale è molto più semplice individuare eventuali colli di bottiglia. Come ad esempio risorse che generano errori 404 oppure script particolarmente lenti da caricare.

Può anche succedere che il tuo sito sia velocissimo, ma magari nelle pagine viene richiamato uno script di un servizio esterno che rallenta il caricamento complessivo della pagina.

Fast or Slow per rilevare la velocità di caricamento da varie località contemporaneamente

Recentemente Wordfence ha lanciato anche il proprio servizio Fast Or Slow che permette di testare la velocità di caricamento del tuo sito da diverse località mondiali in un solo clic. Questo servizio offre anche molte informazioni utili che possono aiutarti a diagnosticare dove risiedono gli eventuali colli di bottiglia che possono rallentare il caricamento delle pagine del tuo sito.

Disporre infatti solo di un indice numerico oppure di un tempo di caricamento complessivo, può non essere sufficiente. Fast Or Slow ti indica anche il First Meaningful Paint (FMP) che indica il tempo necessario affinché i primi contenuti della pagina appaiano visibili al visitatore e anche il First CPU Idle che misura il tempo necessario prima che la pagina diventi interattiva, ossia che possa rispondere a eventuali comandi dell’utente

Se vuoi migliorare la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito, l’hosting è sicuramente un parametro estremamente importante. In questo articolo puoi trovare qualche consiglio su come scegliere un hosting di qualità per il tuo sito.

Se utilizzi WordPress potrebbero invece interessarti alcuni consigli per migliorare le prestazioni di questo CMS.

Articoli che ti suggerisco…

Lascia un commento