Consigli per velocizzare WordPress e Google Page Experience

Il tuo sito WordPress è abbastanza veloce? Scopri come rendere super rapido il caricamento delle pagine del tuo sito e ottenere miglioramenti lato SEO e più conversioni.

Scritto da Tiziano Fogliata
Aggiornato il

A partire da giugno 2021, Google ha introdotto il cosiddetto Page Experience Update, anche se gli effetti inizieranno a essere visibili verso la fine di agosto, stando a quanto dichiarato dalla società di Mountain View.

Ma in cosa consiste il page Experience Update e perché è importante in ottica SEO? In pratica, diversi segnali relativi alla qualità dell’esperienza sulle pagine di un sito, tra i quali i famosi Segnali Web Essenziali (Core Web Vitals), saranno considerati come fattori di ranking, ossia di posizionamento sulle pagine dei risultati del motore di ricerca.

Ho già parlato in un altro articolo dei Core Web Vitals. Recentemente poi, Google ha introdotto anche all’interno di Google Search Console una nuova sezione intitolata “Esperienza con le pagine“, che riporta la percentuale delle pagine del sito in oggetto che offrono un’esperienza positiva. L’obiettivo è ottenere un risultato simile a questo:

Esperienza con le pagine su Google Search Console

La velocità di caricamento delle pagine è solo uno dei fattori importanti per migliorare l’esperienza dei visitatori con le pagine del sito. Per questo nei Core Web Vitals Google considera indicatori come il Largest Contentful Paint (LCP), il First Input Delay (FID) e il Largest Contentful Paint (LCP). Qui trovi ulteriori dettagli su queste metriche.

La velocità e la qualità dell’esperienza non conta solo per Google

Il fatto che Google consideri più o meno importante la velocità di un sito, è solo uno dei motivi per il quale dovremmo puntare a migliorare l’efficienza dei nostri siti.

Quante volte infatti è ti sarà capitato di ritornare sulla pagina dei risultati di Google oppure di chiudere la finestra del browser semplicemente perché una pagina Web veniva caricata troppo lentamente. Un sito lento non piace a nessuno, indipendentemente dal fatto che Google valuti la velocità un fattore utile al posizionamento.

Un sito lento significa anche tassi di conversione più bassi. È inevitabile infatti che pagine lente a caricarsi mettono a dura prova anche la pazienza delle persone più volenterose.
Ogni secondo di tempo in più richiesto per caricare completamente una pagina del tuo sito, si traduce inevitabilmente in minori conversioni:

  • meno acquisti effettuati sul tuo sito;
  • meno richiesta di contatto o di preventivo ricevute;
  • meno iscrizioni alla tua newsletter.
Come la lentezza nel caricamento di una pagina fa alzare il tasso di abbandono dei visitatori (via KissMetrics)

Se utilizzi WordPress ti sarai chiesto qual è il miglior sistema per migliorare la velocità del tuo sito e fare in modo che i visitatori abbiano la migliore esperienza possibile quando accedono ai tuoi contenuti.

Come probabilmente già saprai, sono molteplici fattori che determinano il tempo di caricamento di una pagina web. La qualità dell’hosting, il tema WordPress che hai scelto, i vari plugin che hai installato e infine anche i contenuti che ha inserito nelle pagine del tuo sito.

Una maggiore velocità può essere ottenuta prestando attenzione a tutti questi aspetti, non basta semplicemente installare un plugin per sistemare tutto.

Spesso la prima cosa che fa chi utilizza WordPress è quella installare un plugin per la gestione della cache. Ma è proprio questa la strada giusta e soprattutto che cos’è questa benedetta cache?

A cosa serve la cache?

In parole semplici la cache è una sorta di area di memoria nella quale vengono conservati dei dati utilizzati recentemente, così da renderli più facilmente e rapidamente disponibili per le richieste successive.
Dato che WordPress genera in modo dinamico tutte le pagine, dovendo collegarsi e interrogare un database per recuperare tutti i dati necessari alla creazione della pagina, un sistema di caching fa in modo che tale lavoro non sia necessario quando le informazioni richieste non sono state modificate rispetto alla richiesta precedente. È un po’ come se anziché dover andare a cercare tutte le volte la risposta nel database, ce l’avesse già pronta semplicemente perché alcuni minuti prima gli è stata posta la stessa domanda.

È come se qualcuno ti chiedesse di risolvere a mente una complicata operazione aritmetica. Probabilmente ti servirebbero diversi secondi per effettuare i calcoli fornire una risposta. Se però la stessa domanda ti venisse posta nuovamente dopo alcuni secondi, saresti in grado di rispondere subito con il risultato.

La cache funziona più o meno così. La maggior parte del lavoro viene effettuato durante la prima richiesta di una pagina, in modo che non sia necessario ripeterlo per le richieste successive.

La cache consiste, in buona sostanza, nella creazione di una copia statica di una pagina così da evitare che il server debba continuamente ripetere lo stesso lavoro per generare il medesimo contenuto.

Detto questo appaiono immediatamente evidenti vantaggi di un sistema di caching:

  • la versione statica di una pagina è generalmente più veloce le caricare rispetto a quella generata dinamicamente;
  • la cache riduce anche il carico di lavoro del server, dato che deve eseguire meno operazioni.

In realtà però i sistemi di cache sono più complessi e coinvolgono sia la cache lato client (il browser che utilizzi per visitare le pagine web) sia diversi tipi di cache lato server (page caching, database cache, object-based cache, opcode cache…), che in alcuni casi non sono poi nemmeno tanto semplici da spiegare ;)

Fortunatamente, per WordPress esistono numerose soluzioni per implementare un sistema di cache sul tuo sito, anche se prima di tutto consiglio sempre di prestare massima attenzione alla scelta dell’hosting provider.

Se non l’hai già fatto ti invito a consultare la mia guida su come installare WordPress su SiteGround e abilitare il protocollo HTTPS per il tuo sito.

Non esiste infatti alcun plugin miracoloso che possa risolvere problemi di un hosting di bassa qualità.

Se ad esempio il tuo nuovo sito WordPress è lento anche quando tu sei l’unico visitatore, allora difficilmente un plugin per la cache può risolvere questo problema. Meglio intervenire su aspetti come il tema e il plugin utilizzati e valutare se le immagini che hai inserito nelle pagine sono state o meno ottimizzate.

Qui trovi alcuni consigli su come ottimizzare le immagini per il tuo sito WordPress e in questo articolo riporto alcuni consigli utili per la scelta di un tema WordPress.

Se anche dopo questi accorgimenti il sito è molto lento caricarsi, allora è probabile che sia il server utilizzato dall’hosting provider ad essere particolarmente scarso oppure eccessivamente sovraccarico.

Considera inoltre che un piano di hosting che può essere adatto per un blog, potrebbe essere insufficiente se sullo stesso sito hai anche un e-commerce, un’area membership, un LMS per gestire i corsi o altri plugin del genere. In questi casi meglio considerare un servizio di hosting come CloudWays che consente di ottenere prestazioni migliori e risorse dedicate, a un livello di prezzo simile a quello di molti hosting condivisi.

Quando la cache non è necessaria

Mi è capitato spesso di vedere situazioni nelle quali l’installazione di un plugin per la cache su WordPress non ha apportato alcun reale benefico, ma anzi ha rallentato il caricamento delle pagine.

Va infatti considerato che il principale beneficio della cache è quello di evitare un carico di lavoro eccessivo sul server per fornire gli stessi contenuti. È evidente però che se il numero delle richieste di tali contenuti è estremamente basso, un sistema di cache non apporta alcun beneficio. Che senso ha infatti tenere in memoria delle pagine che vengono richieste di rado.

Nei siti a bassissimo traffico ha più senso prestare attenzione alla qualità dell’hosting ed effettuare interventi di ottimizzazione piuttosto che ricorrere semplicemente alla cache pensando che sia la soluzione di tutti i problemi.

Quali plugin per velocizzare il tuo sito WordPress?

Ho effettuato dei test con i principali plugin pensati per ridurre i tempi di caricamento delle pagine su WordPress. Ho condotto i test su un sito con installata la versione 4.9.7 di WordPress installato su hosting SiteGround (piano GoGeek) con protocollo HTTPS e HTTP/2 abilitati, utilizzando un tema basato su Genesis Framework.

Per effettuare i test di caricamento ho utilizzato Pingdom (location Stoccolma) e GTMetrix (location Londra). Il sito è ospitato in un datacenter di Amsterdam.

Il primo test di base l’ho effettuato con la cache di SiteGround disabilitata e con attivati soli due plugin: “Google Analytics for WordPress by MonsterInsights” e “Yoast SEO”. Ecco il risultato di Pingdom:

e quello di GTMetrix:

Già semplicemente attivando la cache di SiteGround, ecco i primi miglioramenti su Pingdom:

e su GTMetrix:

Nei test effettuati con i vari plugin ho ripetuto ogni singolo test 3 volte considerando il risultato migliore.

WP Rocket

Tra i principali plugin per velocizzare un sito WordPress, WP Rocket è il mio preferito, soprattutto per la sua efficienza e l’estrema facilità di configurazione. Nonostante infatti sia un plugin a pagamento, i soldi spesi sono decisamente ben investiti considerando il tempo che permette di risparmiare e risultati che consente di ottenere. Inoltre è molto ben supportato anche da altri plugin e dai principali servizi di hosting.

Si tratta di un plugin molto ricco di funzionalità, costantemente aggiornato e sempre al passo con le ultime novità in grado di rendere sempre più rapido il caricamento delle pagine del tuo sito WordPress. Inoltre, cosa che farà piacere a molti utenti, è interamente tradotto in italiano.

L’interfaccia di WP Rocket è molto chiara, pulita e le impostazioni sono facilmente comprensibili. Bastano veramente pochi secondi per configurare il plugin.

Oltre alle funzionalità relative alla Cache, WP Rocket dispone di impostazioni separate relative alla minimizzazione e concatenazione dei file CSS e JavaScript. Queste ultime impostazioni vanno testate e verificate dato che, in alcuni casi e con alcuni temi e plugin, possono generare dei problemi di visualizzazione. Quindi, dopo averle attivate, controlla che le pagine del tuo sito vengano visualizzate correttamente e che gli script funzionino nel modo previsto.

WP Rocket si occupa anche dell’ottimizzazione del database, della rimozione delle query string dai file dalle risorse statiche (JS e CSS) e permette anche di attivare la funzione LazyLoad, così da permettere il caricamento delle immagini e dei contenuti multimediali solo quando questi devono essere effettivamente visualizzati dall’utente durante lo scroll della pagina.

Un plugin come WP Rocket supporta anche l’utilizzo di un Content Delivery Network, che comunemente viene abbreviato con l’acronimo CDN. Questo plugin è compatibile con CDN come Amazon Cloudfront, KeyCDN, MaxCDN, BunnyCDN.

WP Rocket è inoltre compatibile con le installazioni Multisite di WordPress e con i principali plugin di gestione multilingue, come ad esempio WPML.

Ecco i risultati ottenuti con WP Rocket su Pingdom:

e su GTMetrix:

I tempi, il peso complessivo della pagina e il numero di richieste sono complessivamente diminuiti. Anche i punteggi relativi ai vari fattori che contribuiscono a velocizzare il caricamento delle pagina sono tutti notevolmente migliorati.

Tra le funzioni introdotte nelle ultime versioni di WP Rocket c’è anche, al momento in fase beta, la possibilità di rimuovere il codice CSS inutilizzato dalle varie pagine. Si tratta di una funzionalità che va testata attentamente, dato che potrebbe produrre risultati indesiderati.

Grazie a questo plugin è più semplice riuscire a migliorare i diversi fattori che contribuiscono a rendere più veloce il caricamento delle pagine. Difficilmente però potrà fare miracoli se usi un tema che carica 8 miliardi di script oppure se usi WooCommerce con 200 plugin su un hosting da € 20 all’anno ;)

Al di là delle battute e delle esagerazioni, ogni sito WordPress presenta esigenze e livelli di complessità differenti. Se un sito è un monumento alla pesantezza e all’inefficienza, non è possibile renderlo perfettamente ottimizzato semplicemente installando un plugin.

W3 Total Cache

W3 Total Cache è uno dei plugin più celebri per ottimizzare le prestazioni di un sito WordPress. È disponibile da moltissimi anni ed è sempre stato famoso anche per la sua complessità di configurazione. Il plugin disponibili fatti di numerose pagine di configurazione che spesso rischiano di disorientare chi non ha particolare confidenza con gli aspetti più tecnici relativi la gestione di un sito.

Ti solleverà sapere però che non è necessario passare in rassegna ogni singola voce delle impostazioni per utilizzare il plugin. Può infatti limitarti ad attivare anche solo le impostazioni di default. Si tratta comunque di un plugin indicato soprattutto per gli utenti un po’ più esperti.

La complessità di W3 Total Cache lo rende inoltre eccessivo e sovradimensionato per la maggior parte dei siti WordPress di piccole e medie dimensioni.

Ecco i risultati con W3 Total Cache avendo abilitato: Page Cache, Minify, Opcode Cache, Database Cache, Object Cache, Browser Cache su Pingdom:

e su GTMetrix:

WP Super Cache

Questo plugin, curato e sviluppato da Automattic (la società che si occupa di WordPress.com, Jetpack, WooCommerce…) rappresenta una soluzione gratuita e piuttosto semplice per abilitare un sistema di cache su un sito WordPress. Fondamentalmente questo plugin genera delle pagine HTML statiche a partire dai contenuti (articoli e pagine) del tuo sito.

WP Super Cache è un plugin che difficilmente crea problemi ed è quindi adatto anche per gli utenti meno esperti.

Ecco i risultati con WP Super Cache con tutte le impostazioni raccomandate abilitate su Pingdom:

e su GTMetrix:

I tempi ottenuti con WP Super Cache sono più elevati rispetto a quelli ottenuti con WP Rocket ma mediamente migliori rispetto a quelli ottenuti con W3 Total Cache. Il punteggio ottenuto però è inferiore dato che WP Super Cache non effettua alcun particolare intervento di ottimizzazione sul sito.

WP Fastest Cache

Questo plugin è disponibile sia in una versione gratuita, sia in versione Premium a pagamento. Come anche altri plugin, anche WP Fastest cache si occupa di:

  • minimizzare la dimensione dei file HTML e CSS (ad esempio riducendo spazi ed eliminando commenti);
  • abilitare la compressione Gzip per ridurre il peso dei file;
  • abilitare la cache lato browser;
  • permette di combinare molteplici file CSS JavaScript.

WP Fastest Cache, se usato su hosting SiteGround chiede di disabilitare il pluging SG Optimizer per essere utilizzato.

Ecco i risultati condotti con la versione gratuita del plugin su Pingdom:

e quelli con GTMetrix:

Comet Cache

Comet Cache, disponibile sia in versione gratuita sia in una versione Pro a pagamento, è un plugin che genera una copia statica di ogni pagina, articolo, categoria di un sito WordPress. Durante poi la normale navigazione del sito da parte degli utenti, Comet Cache valuta a seconda dei casi si fornire la versione conservata in cache oppure la pagina generata in dinamicamente in tempo reale.

Il plugin dispone di un’interfaccia di amministrazione che non è molto in linea con lo stile di WordPress, però è sufficientemente ricca di spiegazioni che illustrano le varie funzionalità (in lingua inglese).

Ecco i risultati di Comet Cache con Pingdom:

e con GTMetrix:

I risultati non sono particolarmente brillanti e anche i punteggi ottenuti sono inferiori rispetto a quelli di altri plugin.

Cache Enabler

È un plugin relativamente giovane che, come già visto per altri plugin, permette di creare una copia HTML statica delle varie pagine in modo da evitare che WordPress debba generare tali pagine in modo dinamico. Si tratta inoltre del più semplice da configurare, dato che dispone di una sola pagina con poche impostazioni:

Ecco i risultati ottenuti con Cache Enabler su Pingdom:

e quelli su GTMetrix;

Anche in questo caso, come ad esempio per Comet Cache e WP Super Cache, il plugin si limita soprattutto alle funzioni di caching senza apportare particolari ottimizzazioni al sito.

Swift Performance

Questo è un altro ottimo plugin che permette di migliorare le prestazioni del tuo sito WordPress. È disponibile sia nella versione Lite gratuita, sia in versione a pagamento.

Dispone di un elevato numero di impostazioni possibili. Rispetto a Wp Rocket e FlyingPress è più complesso da configurare, pur senza arrivare ai livelli di complessità di W3 Total Cache.

Già la versione gratuita di questo plugin consente di ottenere risultati incredibili.

Swift Performance cache plugin per WordPress

Tra l’altro, Swift Performance include anche la funzionalità “Plugin Organizer” che ti permette di disabilitare alcuni plugin su alcune pagine o magari per gli utenti mobile o desktop. Questo ti consente di evitare il caricamento di script non necessari in alcune sezioni del tuo sito.

Gestione plugin con Swift Performance

FlyingPress

È un plugin più recente rispetto agli altri trattati ma che permette di ottenere risultati incredibili con il minimo sforzo. Oltre a occuparsi della cache, FlyingPress ottimizza il caricamento delle varie risorse statiche come CSS, JavaScript, font e immagini. È un plugin disponibile solo a pagamento.

FlyingPress interfaccia gestione ottimizzazione JavaScript

A differenza di molti plugin che puntano soprattutto a migliorare i punteggi dei vari test di velocità, FlyingPress si concentra soprattutto nel migliorare la reale velocità di caricamento delle pagine percepita dai visitatori del sito.

FlyingPress è il plugin che utilizzo sul mio sito.

Risultati GTMetrix FlyingPress

Carica script e css solo quando servono

Sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda, ma un sistema utile per ridurre il tempo di caricamento delle pagine è quello di diminuire il numero di richieste effettuate dalla pagina, ad esempio eliminando file JavaScript e fogli di stile CSS quando non servono.

A parte la regola ovvia di disattivare ed eliminare tutti i plugin non indispensabili, cosa fare per quei plugin che servono solo in alcune pagine del sito, ma che caricano i loro script su tutte le pagine?

Se ad esempio sfrutti le funzionalità di un determinato plugin solo in 2 pagine del tuo sito, perché dovresti caricare tutti i sui asset anche su tutte le altre pagine? Grazie però ad alcuni plugin per WordPress puoi ridurre sensibilmente il peso e il numero di risorse caricate sulle varie pagine del tuo sito WordPress, disattivando questi script dove non servono.

I plugin che ti consiglio sono:

Premetto che le versioni a pagamento di questi plugin non hanno costi eccessivi Asset CleanUp: Page Speed Booster offre un discreto numero di funzionalità già nella versione gratuita. Se desideri poi un maggior controllo sulle impostazioni è possibile acquistare la versione a pagamento.

Nell’immagine sottostante puoi vedere un estratto della lista degli script rilevati e che puoi gestire con Asset CleanUp:

Asset CleanUp: Page Speed Booster ti consente di andare a ottimizzare il tuo sito anche senza dover disattivare plugin che sono necessari ma che utilizzi solo in determinate pagine, come ad esempio quelli per i moduli di contatto, oppure per i commenti o le condivisioni social. Un’ulteriore nota positiva di questo plugin è il supporto fornito dallo sviluppatore Gabriel Livan che è sempre rapidissimo nelle risposte (almeno per la versione a pagamento).

Asset CleanUp è il plugin che preferisco. Permette di contribuire, e di molto, al miglioramento dei Core Web Vitals del proprio sito, ma va usato con attenzione. È necessario infatti sapere cosa disattivare e in quali pagine è possibile farlo senza problemi. Altrimenti il rischio è quello di iniziare a vedere errori nelle pagine del proprio sito o layout di pagina errati.

Il plugin Gonzales ho avuto modo di provarlo, ma in alcune situazioni mi ha dato problemi non permettendo di salvare le impostazioni. Non sono riuscito a capire il motivo, ma è un comportamento che ho rilevato solo in alcuni casi.

Perfmatters invece è un altro ottimo plugin perché, oltre a permettere la gestione del caricamento degli script e dei plugin nelle varie pagine, offre anche la possibilità di disattivare molti degli script e delle funzionalità presenti in un’installazione standard di WordPress. Sempre con lo scopo di velocizzare il caricamento delle pagine. Non tutte hanno un grande impatto per il miglioramento delle prestazioni del tuo sito, ma Perfmatters ti consente di scegliere quali disattivare.

Impostazioni di Perfmatters

Questo plugin consente anche di abilitare l’utilizzo di una copia locale dello script di Google Analytics. Questo permette di ridurre il numero di chiamate ai server di Google e velocizzare di conseguenza il caricamento delle pagine. Perfmatters è una buona soluzione, ma personalmente preferisco usare Asset CleanUp: Page Speed Booster.

IMPORTANTE: fai attenzione a disattivare plugin, script e css, dato che è un’operazione che può causare problemi e “rompere” delle funzionalità presenti sul tuo sito.

Google Analytics e Google Font in locale

Due plugin che ti consiglio di provare, se usi Google Analytics (se non è installato tramite Google Tag Manager) e i Google Font sul tuo sito, sono:

Si tratta di 2 plugin realizzati dallo stesso autore, Daan van den Bergh, che permettono di ospitare localmente sul server sia lo script di Google Analytics sia i font di Google, riducendo così le chiamate ai server di Google per il download di questi componenti.

Questo consente anche di sfruttare maggiormente la cache del browser. Si tratta di plugin non particolarmente complicati, ma sono rivolti comunque a persone che hanno ben chiaro quello che stanno facendo dal punto di vista tecnico.

Utilizzo di Cloudflare

Cloudflare è una soluzione che viene spesso suggerita per migliorare la velocità di caricamento del sito. Non si tratta di un plugin da installare su WordPress ma di un servizio si colloca tra il visitatore e il server che ospita il tuo sito. In pratica il traffico destinato al tuo sito, prima di raggiungere il tuo hosting, passa da Cloudflare. Questo permette a Cloudflare sia di filtrare il traffico potenzialmente minaccioso, sia di velocizzare il caricamento delle pagine sfruttando la cache di Cloudflare e la loro ampia rete di server distribuita in tutto il mondo.

Si tratta di una soluzione che richiede alcune competenze tecniche per essere implementata correttamente. Un requisito fondamentale è ad esempio quello di sapere cosa sono i record di un DNS e come modificarli. Questo perché è necessario gestire i record DNS del tuo dominio su Cloudflare per poter utilizzare i loro servizi.

Velocizzare WordPress con il plugin SG Optimizer di SiteGround

Se il tuo sito WordPress è ospitato su SiteGround e non hai voglia di “impazzire” con la scelta e la configurazione di un plugin per la cache, puoi usufruire del plugin SG Optimizer, creato appunto da SiteGround.

Per la maggior parte delle situazioni, il plugin SG Optimizer di SiteGround, correttamente configurato può garantire ottimi risultati in termini di velocità di caricamento delle pagine.

La nuova versione del plugin rende semplicissimo attivare la compressione Gzip e sfruttare la browser cache, inserendo le apposite regole nel file .htaccess del sito:

Inserisce nel file .htaccess del sito le impostazioni corrette per attivare la compressione Gzip e sfruttare la cache del browser

Permette inoltre varie ottimizzazioni lato front-end, ad esempio minificando il codice HTML, CSS e JavaScript utilizzato dal tema e dai plugin. Ti consiglio di attivare queste opzioni una alla volta, in modo da accertarti che non generino problemi di visualizzazione sul tuo sito.

Minificazione HTML, CSS e JavaScript

Inoltre, altro aspetto fondamentale, è stata aggiunta una funzione per ottimizzare le immagini caricate sul server e anche quella per attivare il Lazy Load. Quest’ultima è una tecnica che prevede il caricamento delle immagini solo quando queste entrano nella porzione visibile della finestra del browser. Non amo molto questa tecnica, ma se la vuoi attivare ti basta selezionare questa opzione nel plugin.

Ottimizzazione immagini con il plugin SG Optimizer di SiteGround

Considerazioni finali

La tabella sottostante riporta i tempi rilevati nelle varie condizioni. Utilizzare un hosting come SiteGround, Kinsta, CloudWays per il proprio sito permette di sfruttare un sistema di caching efficiente che consente di ottenere tempi di caricamento delle pagine molto contenuti.

Aggiungendo a questo, un plugin come ad esempio WP Rocket permette di spingere ancora oltre le prestazioni velocistiche del proprio sito, sfruttando non solo la cache, ma andando a ottimizzare anche tutti quegli aspetti che possono generare dei rallentamenti nel caricamento delle pagine, sia su desktop che da mobile. Un ulteriore vantaggio di questo plugin è inoltre l’estrema facilità di configurazione e i frequenti aggiornamenti.

Utilizzando plugin come WP Rocket o Swift Performance ho riscontrato, in alcuni casi, prestazioni migliori disattivando il plugin SG Optimizer e la cache lato server di SiteGround. Quindi, se utilizzi SiteGround, ti consiglio di effettuare delle prove e confrontare i risultati. Qui trovi alcuni strumenti utili per misurare la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito.

Plugin come WP Super Cache e Cache Enabler sono particolarmente adatti per chi cerca una soluzione gratuita e di facile configurazione, mentre W3 Total Cache mi sento di consigliarlo solo a chi vuole poter personalizzare nei minimi dettagli le varie impostazioni, avendo prima la voglia e la pazienza di documentarsi sulle varie funzionalità offerte dal plugin.

Tra i vari plugin, l’unico che mi sento di sconsigliare è Comet Cache, sia per quanto riguarda le funzionalità e l’interfaccia di amministrazione, sia per le prestazioni ottenute con questa soluzione.

La combinazione che suggerisco

L’utilizzo di un plugin come WP Rocket o FlyingPress abbinati a Asset CleanUp: Page Speed Booster formano un’ottima combinazione per ottimizzare i tempi di caricamento delle pagine.

Ogni sito WordPress è un caso a sé e ci sono situazioni nelle quali un plugin per la cache non può fare miracoli, soprattutto se stai usando un tema o un plugin particolarmente pesanti o inefficienti.

Considera che cercare di migliorare le prestazioni di un sito con un blog è cosa ben diversa dall’ottimizzare un sito WordPress sul quale è presente un e-commerce e magari anche una membership e un’area corsi.

Nelle situazioni più complesse, inoltre, può essere necessario l’intervento di un esperto che vada, tra le altre cose, a ripulire il codice, eliminare le query inutili sul database e ottimizzare quelle necessarie.

WordPress statico e Headless WordPress

È probabile che abbia sentito parlare di soluzioni che permettono di rendere statico un sito WordPress, oppure di usare WP come headless CMS, affiancato ad esempio a soluzioni tipo Gatsby.

Da un lato esistono servizi di hosting come Strattic e plugin come Simply Static Pro che permettono, in parole semplici, di usare WordPress come un generatore di siti statici. Questo significa azzerare qualsiasi problema dovuto alle query sul database e al tempo per eseguire le funzioni PHP, dato che il sito diventa una raccolta di file HTML statici. Questo significa anche ridurre in modo significativo eventuali problemi di sicurezza dovuti a vulnerabilità in temi, plugin o nel CMS.

Il problema però è che su un sito statico le tradizionali funzioni di un sito WordPress, come ad esempio i form, non funzionano. A questo però pongono rimedio soluzioni come Strattic.

Headless CMS è invece un’approccio più complesso nel quale, in sostanza, viene utilizzato WordPress solo come CMS per gestire i contenuti. La parte visibile del sito, il cosiddetto front-end, viene realizzato con altre soluzioni. Gatsby.js o Next.js sono due delle varie alternative possibili. Servizi di hosting come WP Engine hanno sviluppato una soluzione chiamata Atlas per usare WordPress in modalità headless, destinata a una clientela di fascia medio/alta.

Se ti è piaciuto e hai trovato utile questo articolo, eccone altri che potrebbero interessarti

All'interno di questa pagina sono presenti alcuni link di affiliazione verso siti esterni. Tali link mi permettono di guadagnare una piccola commissione nel caso in cui tu acquisti tali prodotti o servizi. Le opinioni espresse sono esclusivamente personali e, in nessun caso, ricevo dei compensi per effettuare recensioni positive.

11 commenti su “Consigli per velocizzare WordPress e Google Page Experience”

  1. Ciao Tiziano, avendo come hosting Siteground, che offre la funzione SuperCacher per velocizzare il sito, qualora si utilizzasse come page builder Elementor, e’ comunque consigliabile attivare SuperCacher oppure puo’ darsi non sia compatibile con Elementor? grazie della risposta

    Rispondi
  2. Grazie a te ho conosciuto anche Swift Performance Lite e devo dire che rispecchia pienamente le tue premesse.
    Tiziano mi sei stato veramente utile finalmente ho tutto verde su GTmetrix, Pingdom Website Speed Test e Google PageSpeed Insights
    Grazie Grazie Grazie!!!

    Rispondi
  3. Ciao Tiziano,
    vorrei se possibile un tuo parere. Credo anch’io che WPRocket sia il plugin migliore per velocizzare il mio sito, l’ho verificato con i test. Tuttavia, mi crea un grosso problema. Quando è attivo, non appare il banner cookie di Cookiebot alla prima visita. Con Wp Fastest Cache il problema non c’è. Che tu sappia, c’è qualche incompatibilità tra WPRocket e Cookiebot?
    Grazie.
    Federico

    Rispondi
    • Ciao Federico, anche se Cookiebot non rientra tra i plugin supportati da WPRocket, l’ho utilizzato su alcuni siti senza problemi. Controlla più che altro che non abbia impostato in modo troppo aggressivo WPRocket, soprattutto nelle ottimizzazioni CSS e JS. In quella sezione è necessario effettuare configurazioni mirate per evitare problemi. Ti suggerisco di consultare la documentazione del plugin ed eventualmente contattare il loro supporto.

      Rispondi

Lascia un commento