Full page cache di Cloudflare con un plugin WordPress gratuito

Scritto da Tiziano Fogliata

Per velocizzare un sito WordPress non esiste una ricetta unica, valida in tutte le situazioni. È necessario tenere conto di numerosi fattori e sperimentare diverse combinazioni per trovare l’equilibrio perfetto, così da rendere il caricamento delle pagine scattante, ma evitare problemi ed errori.

Vanno considerati l’hosting utilizzato, il tema e i plugin attivi sul sito e conta ovviamente molto anche il modo col quale sono costruite le pagine e inseriti i contenuti. Vedi ad esempio i consigli relativi a come ottimizzare le immagini e ai motivi per evitare di caricare video sul server che ospita il sito.

Fatta questa premessa, il plugin protagonista di questo articolo può essere un’ottima soluzione per velocizzare il caricamento delle pagine di un sito a costo zero. Ma, come ho scritto poc’anzi, non è una ricetta per tutte le situazioni.

Il plugin in questione è Super Page Cache for Cloudflare, un plugin gratuito che permette di sfruttare il full page cache di Cloudflare su WordPress, senza attivare alcun piano o servizio a pagamento di Cloudflare.

Detto in parole semplici, grazie a questo plugin è possibile conservare una copia completa delle pagine del proprio sito sui server di Cloudflare, in modo da fornirla velocemente alle persone che visitano il nostro sito.

Utilizzare Cloudflare

L’utilizzo di Cloudflare è molto diffuso e questa piattaforma offre numerosi servizi per velocizzare e rendere più sicuro un sito web.

Il piano gratuito di Cloudflare è molto generoso in termini di funzionalità e, per iniziare a utilizzarlo, è sufficiente impostare il proprio dominio in modo da usare i nameserver di Cloudflare.

Non si tratta di un’operazione complicata. Anzi, in realtà è molto semplice. Ma è fondamentale sapere quello che si sta facendo e le conseguenze di una simile operazione.

Quindi, se termini come record DNS, nameserver, CNAME, A record, ti sono sconosciuti, meglio evitare questo genere di interventi senza essersi prima abbondantemente documentati.

Una volta impostati i name server del dominio per poter utilizzare Cloudflare, è possibile sfruttare molte delle funzionalità offerte, come ad esempio:

  • impostare regole per migliorare la sicurezza di determinate sezioni del proprio sito;
  • bloccare il traffico da particolari paesi o continenti;
  • abilitare la cache delle risorse statiche come immagini, css e javascript;
  • …e molto altro ancora.
Dashboard di Cloudflare

Cloudflare inoltre, dispone di numerosi piani e servizi a pagamento, in aggiunta al piano gratuito.

Cache dell’intera pagina su Cloudflare

Se abilitare la cache delle risorse statiche come JS, CSS e immagini può velocizzare il caricamento della pagina, con Cloudflare è anche possibile abilitare il caching dell’intera pagina HTML.

Questo significa che, una volta che la cache della pagina è conservata nei vari server di Cloudflare sparsi per il mondo, saranno questi a fornire la pagina al visitatore e non il web server che ospita il sito.

…e lo faranno in modo molto più veloce, dato che non dovranno chiamare in causa il web server, WordPress, PHP, il database…

Ma c’è un problema. Attivare una funzione di questo tipo significa che, quando i contenuti sul sito cambiano, è necessario svuotare manualmente la cache di Cloudflare. Altrimenti i visitatori continueranno a vedere la vecchia versione della pagina fino a quando la versione conservata in cache non scadrà.

Di conseguenza, più i contenuti del sito sono dinamici, meno questa strada è praticabile.

Anche per questa ragione, Cloudflare mette a disposizione un servizio chiamato APO, acronimo che sta per Automatic Platform Optimization, che è disponibile anche per WordPress. Si tratta di un servizio a pagamento che ha un costo contenuto, pari a $5 al mese.

Ma esiste anche un’alternativa a costo zero ed è quella che è possibile ottenere col plugin Super Page Cache for Cloudflare.

Grazie ad esso, viene creata una regola all’interno della configurazione del dominio su Cloudflare per mettere in cache l’intera pagina ma, grazie al plugin, la cache delle pagine viene aggiornata in caso di modifiche al sito.

L’installazione e l’utilizzo del plugin è molto semplice. Una volta installato e attivato, è necessario inserire la propria API Key di Cloudflare e l’indirizzo email dell’account di Cloudflare per fare in modo che il plugin possa collegarsi a Cloudflare ed eseguire le operazioni necessarie.

Nelle impostazioni è possibile definire:

  • quali pagine non mettere mai in cache;
  • effettuare il precaricamento della cache;
  • eseguire configurazioni granulari sui vari plugin WordPress supportati come:
    • WooCommerce;
    • Easy Digital Downloads.

Il plugin rileva inoltre la presenza di altri plugin per la cache, come WP Rocket, FlyingPress, LiteSpeed Cache e molti altri, e convivere pacificamente con loro.

Inoltre, rileva se il sito è ospitato su servizi come Kinsta, WP Engine o SpinupWP, in modo da poter cooperare con il sistema di caching lato server adottato da questi provider.

Soprattutto se già utilizzi Cloudflare e se hai un sito fondamentalmente statico, ti suggerisco di provarlo.

Siti dinamici e siti e-commerce potrebbero richiedere un maggior livello di complessità nella configurazione ed è quindi necessario procedere con cautela. Personalmente non l’ho mai provato su siti WooCommerce, anche se il plugin è compatibile.

L’ho testato su alcuni blog non particolarmente complessi e i risultati sono ottimi.

Ecco un esempio relativo ai valori del TTFB (Time to first byte). Il TTFB misura il tempo che intercorre tra l’invio di una richiesta e l’arrivo del primo byte. Un buon TTFB è inferiore agli 800 ms.

Nell’immagine sottostante puoi vedere i dati del TTFB rilevati a livello europeo su un sito, prima di utilizzare il plugin Super Page Cache for Cloudflare. In questo caso, il server dell’hosting è chiamato in causa per fornire la pagina al visitatore.

Nell’immagine sottostante ecco i valori dopo l’attivazione del plugin Super Page Cache for Cloudflare e il “riscaldamento” della cache. Come puoi vedere, in questa seconda tabella, la parola HIT nella colonna Cache Status, sta a indicare che la pagina è in cache.

Come puoi vedere, la differenza è notevole. Da un tempo medio di 168 ms, che è comunque già molto buono, si è passati a un valore medio di soli 48ms.

Per concludere, si tratta quindi di un plugin che vale sicuramente la pena provare. Consiglio però di effettuare prima dei test su un sito sul quale ti puoi permettere di fare delle prove.

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2 commenti su “Full page cache di Cloudflare con un plugin WordPress gratuito”

    • Ciao, non mi occupo degli aspetti legali dato che non sono di mia competenza. Comunque, se usi Cloudflare, sarebbe meglio specificarlo nella privacy policy.

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