Articoli relativi a Social network

Problemi legali per Facebook in Gran Bretagna


Problema privacy per FacebookStando a quanto riportato dalla BBC in Gran Bretagna è stato sollevato il problema relativo alla politica di Facebook sulla cancellazione dei dati degli utenti. In pratica quando una persona decide di cancellare il proprio profilo, i dati restano conservati nei server di Facebook, pur non essendo più accessibili da parte degli altri utenti.

Facebook ha sempre reso pubbliche le informazioni in merito a tale procedura, come scritto nella Privacy Policy del social network:

Access and control over most personal information on Facebook is readily available through the profile editing tools. Facebook users may modify or delete any of their profile information at any time by logging into their account. Information will be updated immediately. Individuals who wish to deactivate their Facebook account may do so on the My Account page. Removed information may persist in backup copies for a reasonable period of time but will not be generally available to members of Facebook.

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LinkedIn: nuova home page e Intelligent Application Platform


Dopo una lungo periodo senza grandi cambiamenti, e le piccole modifiche delle ultime settimane, LinkedIn ha reso ora disponibile una nuova home page e annunciato la creazione di una piattaforma per gli sviluppatori (Intelligent Application Platform) compatibile tra l’altro con la soluzione OpenSocial di Google.

La nuova pagina iniziale del social network mostra la sezione Company News: contenente le ultime notizie relative alla propria azienda, ai concorrenti e al settore di appartenenza. E’ possibile poi aggiungere dei moduli personalizzabili e vedere le ultime novità che riguardano il proprio network di conoscenze.

Adam Nash in questo video parla delle principali novità di LinkedIn:
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Il 2008 sarà l’anno del Business Networking?


linkedin.jpgSecondo Read/Write Web il prossimo anno sarà quello che vedrà il successo del Business Networking. Ecco le tre ragioni principali a sostegno di tale previsione:

  • Rallentamento dell’economia statunitense. Indebolimento dei modelli di business focalizzati sull’advertising rivolto al consumatore e maggior attenzione invece verso il B2B.
  • Passaggio da una fase di continua innovazione e lancio di nuovi prodotti/servizi “Web 2.0″ ad una fase nella quale si vogliono monetizzare gli investimenti fatti precedentemente.
  • Diversificazione degli investimenti pubblicitari da parte degli inserzionisti che non si accontentano più di modelli basati sulla “fiducia” (CPM e simili, ndr).

Detto questo, ecco le previsioni:
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Web 2.Oltre: si parla di marketing e Web2.0


Oggi a Milano si è aperta la prima giornata di Web2.Oltre, evento dedicato ai responsabili di marketing e comunicazione.

Tra gli interventi seguiti durante la giornata, ho trovato particolarmente interessante quello di IW Bank e della loro gestione molto informale e diretta dei rapporti con i clienti. Esemplificativo ad esempio è il video che hanno pubblicato sul web a proposito del processo che ha portato alla creazione di uno dei loro ultimi prodotti: IW Power. Questa, insieme ad altre esperienze raccontate, ha mostrato i vantaggi dell’instaurare correttamente delle conversazioni con le persone e, nel caso specifico, con i clienti.

Parlando con una responsabile marketing di Autogrill ho scoperto dell’esistenza di una loro nuova iniziativa in ambito social: si chiama pArticp8 ed è una comunity che permette di condividere foto, video, interessi ed informazioni che hanno come minimo comune denominatore il mondo Autogrill.

L’ultimo panel del giorno è intitolato “Branding 2.0″ e vede protagonisti eBay, con Andrea Polo e FerrariWorld, con Gianpaolo Sacchini.
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Ha senso fare pubblicità su Facebook?


Spesso l’obiettivo principale di una campagna di web marketing non è la mera creazione di traffico sul sito, ma la generazione di conversioni, dove per conversione si intende un’azione compiuta dal visitatore sul sito. Alcuni tipi di traffico tendono a convertire meglio di altri ed il meccanismo sottostante è abbastanza semplice da spiegare a parole ma certamente più complesso da mettere in atto. Si tratta di catturare l’attenzione del giusto pubblico nel momento in cui è mentalmente predisposto a compiere una determinata azione (ad esempio l’acquisto di un prodotto).

La pubblicità su alcuni tipi di siti converte notoriamente molto poco ed ora pare che in questa categoria si sia prepotentemente affermato un nuovo sovrano: Facebook. Questa almeno è l’opinione di SEO Black Hat, che personalmente trovo molto interessante ed in buona sostanza condivisibile.

Oltre ai bassi tassi di click through, il problema principale è che l’utente medio di Facebook visita sicuramente un gran numero di pagine per ogni sessione di navigazione ma non è minimamente predisposto all’acquisto: la sua mente è impegnata in altre attività. Se poi improvvisamente viene colto da frenesia da shopping è molto più facile che vada su Google ed inizi a cercare, fuggendo quindi da Facebook.
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Facebook Ads, il social network diventa un centro commerciale


Facebook advertisingNel corso di un evento riservato tenutosi a New York, Facebook ha svelato i piani della sua nuova piattaforma dedicata all’advertising online, che si basa su tre concetti/servizi chiave:

  • Business pages - Le aziende possono realizzare un proprio profilo su Facebook ed interagire con gli utenti.
  • Social Ads e Beacon - Annunci personalizzati in base ai dati inseriti nel proprio profilo utente e la possibilità di mostrare nel proprio flusso di notizie gli ultimi prodotti acquistati o osservati sui siti partner.
  • Insight - Metriche destinate agli inserzionisti in modo che possano valutare chi ha cliccato sui propri annunci e quali sono quelle inserzioni che generano i risultati migliori.

Anche se si vuole far passare questa iniziativa come un qualcosa in grado di dare maggior potere agli utenti rendendoli protagonisti del marketing, è facile realizzare che si tratta solo di un modo di veicolare in modo più mirato degli annunci pubblicitari, riuscendo ad attirare l’interesse degli inserzionisti con l’idea di realizzare campagne che possono essere focalizzate su particolari segmenti di mercato.

Ci possono essere probabilmente delle implicazioni dal punto di vista della privacy, ma non credo molte di più rispetto a quelle alle quali siamo abituati con la pubblicità contestuale che troviamo ad esempio all’interno delle pagine di Gmail o di altri servizi simili.
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MySpace Platform è in arrivo: porte aperte agli sviluppatori


MySpaceMySpace sta per comunicare il lancio di MySpace Platform, un servizio del quale si parla sin da giugno ma che non ha ancora visto la luce. La nuova piattaforma, simile a quella adottata da Facebook, consiste in un insieme di API e in un nuovo linguaggio di marcatura che consentirà agli sviluppatori di realizzare applicazioni che funzionano all’interno di MySpace.

Sarà possibile utilizzare animazioni Flash, elementi iFrame e script Javascript all’interno delle varie applicazioni. Queste dovranno poi essere ospitate sui server di MySpace.

Gli sviluppatori potranno inoltre inserire della propria pubblicità all’interno delle applicazioni e trattenere il 100% dei ricavi, la stessa scelta adottata anche da Facebook.
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Novità in arrivo per LinkedIn


LinkedIn immaginePare che il social network “professionale” LinkedIn presenterà venerdì una nuova funzione: la possibilità per gli utenti di caricare una propria foto.

L’immagine sarà grande 80×80 pixel e sarà possibile impedirne la visione agli utenti che non fanno parte del proprio network.

Il fatto che LinkedIn abbia impiegato quattro anni per aggiungere una simile funzionalità non deve stupire più di tanto, si tratta infatti di uno dei social network più “tradizionalisti” e non ha mai puntato su luci, suoni ed effetti speciali per attirare l’attenzione.


Aggregare tutti i messaggi email e le notifiche dei vari servizi in una pagina


Fuser concentra i tuoi messaggiFuser è uno di quei servizi che punta a semplificare la vita, almeno quando siamo su Internet. Lo scopo principale di Fuser è quello di aggregare in un unico posto tutte le email ed i messaggi provenienti dai vari siti di social networking. Il servizio è ancora in fase beta (come ormai è tradizione ;)) e non consente solo di ricevere i messaggi, ma è pure possibile rispondere.

Oltre alla semplice visione dei messaggi Fuser aggiunge anche qualche servizio di analisi, utile per vedere quali sono gli amici che ci scrivono più spesso. L’utilizzo del servizio è gratuito, al momento Fuser è supportato dalla pubblicità di Google AdSense.
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Digg e Google sempre più social ed il New York Times apre al pubblico


DiggIeri Digg ha annunciato una serie di funzioni destinate ad aumentare il grado di “socializzazione” del servizio. Ora gli utenti possono personalizzare il proprio profilo introducendo un maggior quantitativo di informazioni, possono essere aggiunti degli amici ai quali è possibile inviare dei messaggi. In futuro è prevista anche una sezione dedicata alle immagini nella quale gli utenti potranno inserire e votare le immagini preferite. Qualcuno però non è particolarmente entusiasta del nuovo Digg.

Anche Google, che ormai da un po’ di tempo si sta muovendo nella direzione social, ha introdotto un nuovo servizio chiamato Shared Stuff che permette di condividere un elenco di siti preferiti con gli amici o con tutto il mondo.

Spinto forse da questo spirito di condivisione, anche una testata storica come “The New York Times” ha deciso di fare marcia indietro eliminando l’accesso a pagamento ai suoi contenuti e all’archivio storico del giornale. Il vecchio programma chiamato TimesSelect, richiedeva il pagamento di 49,95 dollari l’anno (o 7,95 al mese) per accedere a determinati contenuti. L’accesso a pagamento è stato mantenuto per alcuni articoli presenti nell’archivio nel periodo che va dal 1923 al 1986.



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