I video della conferenza Le Web 3
Sono stati pubblicati su Vpod.tv i video degli interventi a Le Web 3. Eccone alcuni:
L’apertura dei lavori da parte di Loïc Le Meur
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Sono stati pubblicati su Vpod.tv i video degli interventi a Le Web 3. Eccone alcuni:
Nel corso della due giorni parigina di Le Web 3, oltre ad invitare i politici, hanno pensato bene di organizzare un’area dedicata alla presentazione di nuove idee. Nel pomeriggio di martedì ho avuto modo di seguire qualche intervento, primo su tutti quello di Nicola Mattina (nella foto).
La sua idea si chiama PassPack, un gestore di password online. Nicola ne parla sul suo blog, ma se volete potete già provarlo online.
Sul palco sono presenti: Bo Y. Shao, imprenditore cinese e creatore di EachNet (l’equivalente cinese di eBay e acquisita da eBay stessa), Netanel Jacobsson, Partner & SVP Maxthon, e Pierre Haski, giornalista di Liberation.
Mentre Bo Y. Shao tenta di ridimensionare le restrizioni all’uso di Internet nel paese, Pierre Hasky, corrispondente in Cina da diversi anni, ha invece evidenziato il controllo ossessivo ed il continuo aumento di regole tese ad impedire la libertà di espressione degli utenti Internet.
Nonostante tutto Lele è riuscito a trovare anche gli aspetti positivi dell’evento parigino.
Trascurando la connessione WiFi che ancora da problemi e che in un evento di questa portata è una situazione inaccettabile, sono molti gli aspetti deludenti di questa manifestazione. Posso accettare che il WiFi non ci sia o non funzioni correttamente alla sagra del taleggio, ma questo non può accadere a Le Web 3.
A parte questo non ho ben digerito il fatto che l’evento sia stato sfruttato come salotto per ospitare politici più o meno di passaggio, mentre altri personaggi come Michael Arrington alla fine abbiano dato buca.
Questa sessione tratta dei problemi che le società europee affrontano quando vogliono operare a livello globale ed in particolare approdare nel mercato statunitense. Uno dei più gravi errori che si possono commettere è quello di considerare gli USA semplicemente come una nuova nazione da conquistare: è un mondo completamente diverso con regole differenti.
Cedric Maloux di AllPeers pone invece l’attenzione sul controllo dei costi, dato che una volta che il progetto inizia una fase di forte crescita questi ultimi possono rappresentare un problema molto serio.
Tariq Krim di NetVibes sottolinea anche la difficoltà per le imprese europee di dover creare moltissime versioni differenti del proprio servizio per adattarsi alla realtà locali. Il modo che hanno scelto loro è quello di fornire una struttura forte ma snella e di coinvolgere dei team locali per ogni nazione in cui operano.
Durante la pausa pranzo ho avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Dave Sifry, fondatore di Technorati. Nel corso della discussione sulla diffusione dei blog il discorso è caduto sul loro rapporto con Edelman. Dave ha dichiarato di aver tagliato i rapporti con Edelman, rincarando la dose chiedendogli di non citare più il nome di Technorati nelle loro comunicazioni. Del resto l’approccio di Edelman ai blog non è stato sicuramente dei migliori.
Ho anche posto un paio di domande sul fatto che Technorati sia ancora visto come uno strumento per la ricerca sui blog utilizzato principalmente dai blogger. Dave ha però sottolineato che Technorati si sta sempre più rafforzando anche presso un pubblico che vive al di fuori della blogosfera, dato testimoniato dal sempre più ricorrente numero di ricerche di tipo mainstream.
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Lorraine Twohill, responsabile del marketing di Google in Europa, ha esposto alcune idee e orientamenti che guidano Google nello sviluppo dei nuovi prodotti.
Alcuni punti fermi della vision di Google:
- puntare all’innovazione, non a raggiungere subito la perfezione;
- vanno considerate le idee provenienti da tutte le direzioni.
L’accesso alle informazioni, la diffusione della banda larga e la crescente voglia di esprimersi sono e saranno i fattori che guideranno lo sviluppo futuro. In UK la banda larga è ormai diventata una commodity ed in futuro questo accadrà in molte altre nazioni. La facilità di accesso e i ridotti costi di storage sono altri fattori positivi per lo sviluppo.
Ecco alcuni spunti registrati dall’intervento di Niklas Zennström, fondatore di Skype.
Il fatto che Skype sia una compagnia europea e che lo sviluppo sia portato avanti nel vecchio continente gli ha permesso di affrontare meglio la sfida della globalizzazione. Molte società statunitensi restano invece molto focalizzate sugli USA e non riescono a sviluppare una visione globale.
Dal punto di vista economico-finanziario, rispetto al passato la situazione è mutata perché ora è più facile trovare nuovi finanziatori disposti a supportare le inziative in ambito Internet. Niklas presenta anche il famoso Project Venice che è stato progettato con lo scopo di mettere insieme le migliori offerte televisive ed il meglio di Internet.
E’ in corso il dibattito intitolato “The giants’ outlook on Web 2.0″, nella mattinata ho seguito gli interventi di Niklas Zennström di Skype, di Lorraine Twohill, direttore marketing di Google Europe, e del professor Hans Rosling che ha illustrato alcuni dati relativi allo sviluppo della popolazione mondiale. Gli interventi di Skype e Google non sono stati particolarmente ricchi di novità o rivelazioni interessanti, tutte notizie già conosciute da tempo in Rete.
L’organizzazione dell’evento è eccellente, l’unica grossa pecca è la connettività WiFi fornita da Orange che lavora a tempo determinato. Riuscire a postare è un’impresa.
Nei momenti di pausa viene spesso trasmessa a tutto volume “Right here, right now” di Fatboy Slim. Oltre a questo la scenografia sembra curata più da Bob Sinclar che da Loïc Le Meur ;)