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> <channel><title>Tiziano Fogliata &#187; Sviluppo Web</title> <atom:link href="http://www.fogliata.net/category/webdev/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.fogliata.net</link> <description>web design, web marketing e ottimizzazione dei siti web</description> <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 11:49:24 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Come trovare l&#8217;ID di un utente Facebook</title><link>http://www.fogliata.net/2012/01/18/trovare-id-facebook/</link> <comments>http://www.fogliata.net/2012/01/18/trovare-id-facebook/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:29:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Tiziano Fogliata</dc:creator> <category><![CDATA[Sviluppo Web]]></category> <category><![CDATA[Facebook]]></category> <category><![CDATA[Social network]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=4936</guid> <description><![CDATA[Ci sono casi in cui per connettere un&#8217;applicazione al proprio profilo utente Facebook, viene richiesto l&#8217;ID numerico del profilo. Tale informazione un tempo era facilmente accessibile da tutti, dato che [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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class="post_image_link" href="http://www.fogliata.net/2012/01/18/trovare-id-facebook/" title="Permanent link to Come trovare l&#8217;ID di un utente Facebook"><img
class="post_image alignleft" src="http://media.fogliata.net/wp-content/uploads/id-utente-facebook.jpg" width="250" height="250" alt="Individuare ID utente su Facebook" /></a></p><p>Ci sono casi in cui per connettere un&#8217;applicazione al proprio profilo utente Facebook, viene richiesto l&#8217;<strong>ID numerico del profilo</strong>. Tale informazione un tempo era facilmente accessibile da tutti, dato che l&#8217;URL per accedere al profilo di utente già conteneva questa informazione. L&#8217;URL infatti era strutturato in questo modo:</p><p><em>http://www.facebook.com/profile.php?id=123456</em></p><p>dove 123456 rappresentava l&#8217;ID dell&#8217;utente.</p><p><strong>Con l&#8217;avvento degli URL personalizzati</strong> però la situazione si è un po&#8217; complicata. In Rete si trovano diversi metodo per reperire tale informazione e persino qualche applicazione pensata per questo scopo. A mio avviso però il metodo più semplice è quello di sfruttare il protocollo Open Graph.<span
id="more-4936"></span></p><p>Supponiamo ad esempio che l&#8217;URL per accedere al nostro profilo utente sia:<em></p><p>https://www.facebook.com/mario.rossi</em></p><p>Ci basterà modificare tale URL in questo modo:<em></p><p>https://graph.facebook.com/mario.rossi</em></p><p>e premere invio. Nella pagina del browser verranno visualizzati dati simili a questi:</p><pre>{
   "id": "<strong>123456</strong>",
   "name": "Mario Rossi",
   "first_name": "Mario",
   "last_name": "Rossi",
   "link": "https://www.facebook.com/mario.rossi",
   "username": "mario.rossi",
   "gender": "male",
   "locale": "it_IT"
}</pre><p>Il numero che cercate e che ci interessa è ovviamente quello contenuto nel campo &#8220;id&#8221;.</p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=4645</guid> <description><![CDATA[Lavorando come consulente freelance probabilmente uno dei requisiti fondamentali per massimizzare i profitti e lavorare con soddisfazione è la capacità di selezionare ed evitare i clienti sbagliati. Ecco una guida [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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class="post_image_link" href="http://www.fogliata.net/2011/01/26/5-tipi-di-clienti-da-evitare/" title="Permanent link to 5 tipologie di clienti che sarebbe meglio evitare"><img
class="post_image alignleft frame" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/village-people.jpg" width="250" height="168" alt="Village People" /></a></p><p><strong>Lavorando come consulente freelance</strong> probabilmente uno dei requisiti fondamentali per massimizzare i profitti e lavorare con soddisfazione è la capacità di selezionare ed evitare i clienti sbagliati.</p><p>Ecco una guida per <strong>individuare le cinque tipologie più pericolose</strong>, in modo da non commettere errori che potrebbero costare cari.<span
id="more-4645"></span></p><h3>Il pescatore</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-4650 frame" title="pescatore" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/pescatore.jpg" alt="" width="200" height="203" />Questo tipo di cliente solamente si avvicina al consulente in modo serio per chiedere un parere iniziale sul progetto. <strong>Non ha la minima idea</strong> riguardo alle specifiche e nemmeno alle tecnologie necessarie per renderlo operativo. Per colmare questa lacune chiede a te di aiutarlo nel processo creativo, per spiegargli tutti gli scenari possibili, le strategie e i metodi che si potrebbero utilizzare.</p><p>Il pescatore mantiene sempre viva la speranza che poi il lavoro verrà affidato al consulente. In realtà però non ha la minima idea di quando vorrà realizzare quel progetto e comunque <strong>non affiderà a te il lavoro</strong>.</p><p>Questo tipo di cliente va evitato, a meno che sia disposto a pagarti per il lavoro di consulenza iniziale, cosa che avviene veramente di rado.</p><h3>Il mimo</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-4651 frame" title="mimo" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/mimo.jpg" alt="" width="200" height="156" />La comunicazione tra cliente e consulente è un fattore essenziale. Spesso però si ritiene che solo il consulente debba essere una abile comunicatore. A volte infatti si dimentica che <strong>anche il cliente deve essere in grado di manifestare correttamente le proprie esigenze</strong>, in modo da rendere chiari tutti i requisiti del progetto.</p><p>Con il cliente mimo è <strong>praticamente impossibile capire quello che lui desidera</strong> e sta a te provare ad interpretare i vari segnali cercando di trarre informazioni utili sul progetto. Diciamo che con questa tipologia di cliente, può essere utile chiedere il supporto di un aruspice o di una di quelle cartomanti facilmente reperibili facendo zapping sulle tv locali ;)</p><p>Questo tipo di cliente è assolutamente da evitare se non vuoi passare le giornate a sbattere la testa contro il muro e portare avanti un progetto che rischia di lasciare insoddisfatti entrambi.</p><h3>L&#8217;illuso</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-4652 frame" title="mucca-che-vola" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/mucca-che-vola.jpg" alt="" width="200" height="187" />Questo è sicuramente uno degli archetipi più diffusi. Ti sarà sicuramente capitato di incontrare qualcuno che ha in testa un&#8217;idea meravigliosa (e non è Cesare Ragazzi ;) ). E&#8217; il tipo di cliente che vuole realizzare un sito come Facebook che utilizza un sistema di ricerca come Google e permette di caricare i video come è possibile fare su YouTube. Ovviamente <strong>non è disposto a pagare per il tuo lavoro</strong> ma, dando per scontato che il sito nel giro di un anno potrà essere venduto per milioni di euro, <strong>ti promette una fetta dei profitti</strong>.</p><p>Il cliente illuso è da evitare principalmente perché è la tipica persona che non ha il minimo contatto con la realtà. Evitalo se non vuoi cimentarti in un&#8217;impresa folle dai ritorni economici altamente improbabili e tendenzialmente prossimi allo zero.</p><h3>Il coniuge</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-4653 frame" title="sposo-esausto" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/sposo-esausto.jpg" alt="" width="200" height="158" />Avere un&#8217;ottima relazione con un cliente è sicuramente una buona cosa. Una comunicazione ottimale è fondamentale per la buona risucita del progetto. Fatti salvi questi due punti, alcuni clienti tendono ad andare oltre, trasformandosi nel &#8220;cliente coniuge&#8221;.</p><p>Questo tipo di persona ha la tendenza a inviare email per il solo gusto di farlo, ti telefona 10 volte al giorno per sapere come stanno andando le cose e <strong>continua a fissare incontri e riunioni solo perché ama l&#8217;interazione</strong>.</p><p>Il cliente coniuge è <strong>da evitare se non sei votato al sacrificio</strong> e se vuoi mantenere buoni rapporti ed essere ancora reperibile per tutti gli altri tuoi clienti.</p><h3>Lo spilorcio</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-4654 frame" title="criceto-schiavizzato" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/criceto-schiavizzato.jpg" alt="" width="200" height="206" />Partendo dal presupposto che tutti voglio fare buoni affari e ottenere il massimo con la minore spesa possibile, il cliente spilorcio porta questa teoria ai massimi livelli.</p><p>Questo tipo di cliente è particolarmente &#8220;pericoloso&#8221; perché tenderà a modificare i termini dell&#8217;accordo non appena è stato siglato. I più abili sono persino capaci di <strong>farti sentire in colpa se non sei disposto a fare del lavoro extra gratuitamente</strong>. La loro frase tipica è &#8220;già che stai facendo X, potresti anche aggiungere Y&#8221;.</p><p>Lavorare per clienti che cercano solo il miglior prezzo anziché per quelli che attribuiscono del valore al lavoro che fai non è mai un grande affare.</p><p>Ricorda inoltre il vecchio motto: &#8220;<em>Pagami come dico io e lavorerò come dici tu, pagami come dici tu e lavorerò come dico io</em>&#8221; ;)</p><p>[l'ispirazione per questo post è stata tratta da <a
target="_blank" href="http://econsultancy.com/uk/blog/7059-the-five-clients-you-should-avoid-like-the-plague">Econsultancy</a>]</p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=4560</guid> <description><![CDATA[Su Webdesigntuts+ è stato pubblicato un interessante articolo relativo a quelle che sono le tendenze in atto per quanto riguarda il Web Design. Non si tratta naturalmente di concetti rivoluzionari, [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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target="_blank" href="http://webdesign.tutsplus.com/articles/design-theory/the-state-of-web-design-trends-2011-annual-edition/">interessante articolo</a> relativo a quelle che sono le tendenze in atto per quanto riguarda il Web Design. Non si tratta naturalmente di concetti rivoluzionari, ma principalmente di una presa di coscienza di come il mondo del web design si sta evolvendo nel mondo.</p><p><strong>Vediamo insieme alcuni dei punti salienti.</strong></p><h3>Termini come &#8220;above the fold&#8221; e &#8220;below the fold&#8221; hanno perso significato</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4561" title="ipad-iphone-ipod" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/ipad-iphone-ipod.jpg" alt="" width="500" height="334" /><span
id="more-4560"></span></p><p>L&#8217;elevata varietà di dispositivi utilizzati per accedere ai siti Web ha reso vago e quasi inconsistente il concetto di &#8220;<strong>above the fold</strong>&#8220;, usato solitamente per identificare <strong>quella porzione di schermo visibile dall&#8217;utente senza la necessità di effettuare uno scroll</strong>.</p><p>Ormai è necessario abituarsi a ragionare pensando non solo alle diverse risoluzioni utilizzate dagli utenti, ma anche ai diversi formati degli schermi: dai 960&#215;640 pixel dell&#8217;<strong>iPhone </strong>4 ai 1024&#215;768 pixel dell&#8217;<strong>iPad</strong>, che però possono essere ruotati sia in orizzontale che in verticale.  Non dimentichiamoci poi dei maxi televisori da 1920×1080 pixel. Ormai non ha più senso pensare solo in termini di monitor tradizionali da 1024&#215;768 pixel.</p><h3>Sempre più importanza alla tipografia per il Web</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4564" title="rich-brown" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/rich-brown.jpg" alt="" width="500" height="300" /></p><p>La possibilità di utilizzare font diversi dai classici web-safe non è sicuramente nata nel 2010, esistono già da diverso tempo infatti soluzioni di font-replacement più o meno funzionali. Nel corso dell&#8217;ultimo anno si è però fatto strada il concetto di &#8220;fonts as services&#8221;, grazie al quale è possibile sfruttare dei servizi (gratuiti o a <a
target="_blank" href="http://typekit.com/">pagamento</a>) che permettono ai web designer di incorporare diverse tipologie di font nei loro progetti. Non è un caso se, a maggio, Google ha lanciato il proprio servizio <a
target="_blank" href="http://www.motoricerca.net/2010/05/20/web-font-gratuiti-su-google-font-directory/">Google Font Directory</a>. Siamo quindi pronti a salutare l&#8217;onnipresente Verdana? ;)</p><h3>Grid Layout sempre più utilizzati</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4566" title="960gs" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/960gs.jpg" alt="" width="500" height="368" /></p><p>Anche i Grid layout per il Web non sono una novità degli ultimi mesi, ma ora si stanno diffondendo sempre più. Sono numerosi gli esempi di siti che hanno abbandonato i tradizionali concetti di header, footer, content e sidebar in favore di strutture interamente basate sui layout a griglia. Per maggiori informazioni su questo tema basta consultare siti come <a
target="_blank" href="http://960.gs/">960 Grid System</a> o <a
target="_blank" href="http://www.blueprintcss.org/">Blueprint CSS</a>.</p><h3>Immagini sempre più grandi</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4567" title="creative-people" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/creative-people.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p><p>In passato si è sempre stati un po&#8217; restii ad utilizzare immagini di grandi dimensioni all&#8217;interno di una pagina Web. Ora però, grazie alle varie tecniche di ottimizzazione e alle connessioni più veloci, si ha la possibilità di sfruttare immagini di grande formato senza penalizzare eccessivamente i tempi di caricamento della pagina. Su questo tema, vi invito anche a leggere questo articolo riguardante l&#8217;<a
target="_blank" href="http://www.creailtuoblog.net/ottimizzare-wordpress/ottimizzare-immagini-smushit/">ottimizzazione delle immagini su WordPress</a>.</p><h3>jQuery e altre tecniche JavaScript per aggiungere interattività alla pagina</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4568" title="factory" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/factory.jpg" alt="" width="500" height="271" /></p><p>L&#8217;utilizzo di <a
target="_blank" href="http://jquery.com/">jQuery </a>o di altri framework JavaScript è progressivamente passato dal semplice effetto &#8220;cool&#8221; da inserire in una pagina Web ad una vera e propria riprogettazione della user experience.</p><h3>CSS3 sempre più vicino</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4569" title="css3" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/css3.jpg" alt="" width="500" height="332" /></p><p>Anche se il pieno supporto a CSS3 è ancora un po&#8217; lontano, molti web designer hanno già iniziato da tempo a sfruttare alcune delle sue fantastiche caratteristiche: dagli angoli arrotondati, alle box shadows e al @font-face. Se sei curioso di sapere se il tuo browser supporta CSS3 e quali caratteristiche è in grado di utilizzare, dai un&#8217;occhiata al sito <a
target="_blank" href="http://www.findmebyip.com/">www.findmebyip.com</a>. Se invece sei interessato a &#8220;divertirti&#8221; con CSS3 e HTML5 non puoi non conoscere <a
target="_blank" href="http://www.modernizr.com/">Modernizr</a>.</p><h3>Secondo te, in che direzione sta andando il Web design?</h3><p>Quelli esposti in questo articolo sono solamente alcune delle tendenze in atto, che probabilmente ci accompagneranno anche nel corso del 2011. Secondo te, sia che tu sia un web designer o un avido consumatore di siti Web, quali sono gli aspetti e le problematiche che il web design dovrebbe tenere maggiormente in considerazione?</p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=4406</guid> <description><![CDATA[Esistono moltissimi strumenti che possono semplificare notevolmente il lavoro di un web designer. In questo post ne segnalo 5 che non richiedono nemmeno l&#8217;installazione, dato che è sufficiente un browser [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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class="aligncenter size-full wp-image-4407" title="fillerati" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/fillerati.jpg" alt="" width="650" height="640" /><span
id="more-4406"></span></p><p>Se sei stanco di usare Lorem Ipsum per riempire le bozze del tuo sito, Fillerati rappresenta una valida alternativa. Tra le lingue disponibili è presente anche l&#8217;italiano. Link: <a
target="_blank" href="http://www.fillerati.com/">Fillerati</a>.</p><h3>Immagini segnaposto con Placehold</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4408" title="placehold" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/placehold.jpg" alt="" width="650" height="390" /></p><p>Un servizio per ottenere facilmente delle immagini segnaposto da inserire nei siti in costruzione, ad esempio da utilizzare negli spazi dove andranno posizionati i banner. Basta utilizzare l&#8217;URL nel formato http://placehold.it/350&#215;150 per ottenere un immagine da 300&#215;150 pixel. E&#8217; ovviamente possibile variare la dimensione, il colore, il formato ed il testo riportato nell&#8217;immagine. Il tutto semplicemente modificando l&#8217;URL. Link: <a
target="_blank" href="http://placehold.it/">Placehold</a>.</p><h3>Ridimensionare la finestra del browser con resizeMyBrowser</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4411" title="resizemybrowser" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/resizemybrowser.jpg" alt="" width="650" height="472" /></p><p>Utilizzando questa pagina Web è possibile ridimensionare velocemente la finestra del browser simulando l&#8217;area visibile dello schermo di diversi dispositivi: dall&#8217;iPhone all&#8217;iPad, dal Nexus One al MacBook. E&#8217; possibile impostare anche una dimensione personalizzata. Il ridimensionamento funziona se nel browser è attivo il supporto a JavaScript. Link: <a
target="_blank" href="http://resizemybrowser.com/">resizeMyBrowser</a>.</p><h3>Condividi una lista di link con Urlist</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4416" title="url-list" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/url-list.jpg" alt="" width="650" height="190" /></p><p>Alcune volte può capitare (non solo ai web designer ;) ) di dover condividere una serie di link ed invece di inviarli separatamente si può utilizzare un servizio come Urlist, che consente di creare liste di link da condividere tramite un unico URL. Tali liste possono anche essere modificate successivamente. Il servizio consente anche di navigare tra i vari indirizzi in sequenza, in modo da passare rapidamente in rassegna i diversi link condivisi. Link: <a
target="_blank" href="http://urli.st/">Urli.st</a>.</p><h3>Fare il preventivo per la realizzazione di un sito Web</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4418" title="preventivo-sito-web" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/preventivo-sito-web.jpg" alt="" width="650" height="458" /></p><p>Un metodo rapido e semplice per effettuare un preventivo per il prossimo progetto Web che dovrai realizzare. E&#8217; possibile impostare una tariffa oraria di default ma anche applicarne una differente a seconda dell&#8217;attività da svolgere. Link: <a
target="_blank" href="http://estimator.astuteo.com/">Web Development Project Estimator</a>.</p><p>Se ne hai altri da suggerire, scrivili nei commenti :)</p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=4264</guid> <description><![CDATA[La velocità di caricamento di una pagina Web è un fattore che rivestirà sempre maggiore importanza in futuro, soprattutto per quel che riguarda il posizionamento sui motori di ricerca. Per [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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class="post_image_link" href="http://www.fogliata.net/2010/08/09/misurare-velocita-caricamento-pagina/" title="Permanent link to Come misurare la velocità di caricamento delle pagine web"><img
class="post_image alignleft" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/campione-di-velocita.jpg" width="250" height="186" alt="Ghepardo campione di velocità" /></a></p><p>La <strong>velocità di caricamento di una pagina Web</strong> è un fattore che rivestirà sempre maggiore importanza in futuro, soprattutto per quel che riguarda il <a
target="_blank" href="http://www.motoricerca.net/2009/11/16/velocita-di-caricamento/">posizionamento sui motori di ricerca</a>.</p><p>Per misurare le prestazioni del proprio sito esistono numerosi strumenti, come ad esempio le estensioni <a
href="http://www.fogliata.net/2007/08/09/sito-lento/">Yahoo YSlow</a> e <a
href="http://www.fogliata.net/2009/06/08/google-page-speed/">Google Page Speed</a> per il browser Firefox.</p><p><strong>Un&#8217;alternativa interessante è rappresentata però anche dai numerosi servizi Web</strong> che permettono di rilevare il tempo di caricamento della pagina ed analizzare i fattori e gli elementi che possono causare dei rallentamenti.<span
id="more-4264"></span></p><p>Uno dei più popolari è sicuramente il <a
target="_blank" href="http://tools.pingdom.com/">Full Page Test di Pingdom</a>, che consente di ottenere un sintetico rapporto sui tempi di caricamento e sul peso dei vari elementi che costituiscono la pagina.</p><p><strong>Una soluzione migliore</strong> però è quella offerta da <a
target="_blank" href="http://www.webpagetest.org/">WebPagetest</a>, che rispetto a Pingdom permette anche di stabilire la località geografica dalla quale effettuare le misurazioni. Ha infatti poco senso testare un sito destinato ai visitatori italiani da un server che si trova dall&#8217;altra parte del mondo.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4267" title="page-test-configurazione" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/page-test-configurazione.jpg" alt="" width="537" height="494" /></p><p>WebPagetest fornisce inoltre dei rapporti molto dettagliati e anche i consigli relativi alle ottimizzazioni che è possibile implementare per migliorare i tempi di caricamento.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-4270" title="report-tempo-caricamento" src="http://www.fogliata.net/wp-content/uploads/report-tempo-caricamento.jpg" alt="" width="650" height="552" /></p><p>E&#8217; possibile effettuare un test sia per quel che riguarda la prima la prima visita alla pagina sia quelle successive, in modo da valutare l&#8217;impatto delle modalità di caching implementate.</p><p><strong>WebPagetest è sicuramente un servizio da inserire nei propri bookmark</strong> e da utilizzare per verificare e migliorare i tempi di caricamento del proprio sito Web.</p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=3053</guid> <description><![CDATA[Quando si decide di creare un nuovo sito la scelta dell&#8217;hosting, se non si hanno esperienze pregresse, è quasi una sorta di lotteria. L&#8217;enorme numero di fornitori (che in molti [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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/> E' uscito il mio nuovo libro <a
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class="alignleft size-full wp-image-3065" title="web-hosting" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/web-hosting.jpeg" alt="web-hosting" width="200" height="194" />Quando si decide di creare un nuovo sito la scelta dell&#8217;hosting, se non si hanno esperienze pregresse, è quasi una sorta di lotteria. L&#8217;enorme numero di fornitori (che in molti casi sono semplici rivenditori) e di offerte complica non poco la vita a chi vuole semplicemente un posto per ospitare il proprio sito e dormire sonni tranquilli.</p><p>Ho deciso di scrivere questo post perché in questi ultimi 10 giorni (manco fosse una sindrome influenzale), ho avuto modo ho avuto modo di vedere parecchie persone (amici e clienti) alle prese con i <strong>problemi causati da hosting di bassa qualità</strong>.</p><p>Le problematiche sono state le più svariate: dal sito che si vedeva un&#8217;ora si e un&#8217;ora no alla email che arrivano a singhiozzo; dai server database che impiegavano due minuti a rispondere e agli upload di file che non terminavano mai. I problemi derivanti dalla gestione di un servizio di hosting sono sicuramente molteplici, ma spesso quello che fa la differenza per il cliente è vedere come questi vengono gestiti.<span
id="more-3053"></span></p><p>Aprire un ticket (una richiesta di assistenza) e leggere una risposta esaustiva dopo 10 minuti è ben diverso che aspettare 8 ore o addirittura il giorno dopo, quando magari il proprio sito è irraggiungibile.</p><p>Come fare allora per essere sicuri di fare la scelta giusta quando si tratta di acquistare un servizio di hosting? La soluzione definitiva ovviamente non esiste, però può essere utile tenere ben presenti alcuni punti, vediamo quali.</p><h3>Hosting per lavoro o per svago?</h3><p><img
class="alignleft size-full wp-image-3061" title="lavoro-duro" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/lavoro-duro.jpeg" alt="lavoro-duro" width="200" height="256" />Lo spazio web che avete intenzione di acquistare vi serve per scopi lavorativi o per semplice svago? Questa è la prima domanda che dovete porvi nella scelta del fornitore e dell&#8217;offerta. In molti casi infatti si investono migliaia di euro nello sviluppo o nella grafica di un sito ma poi si fa la corsa al risparmio quando si tratta di scegliere l&#8217;hosting.</p><p>Se utilizzate il sito per fare e-commerce o per permettere a potenziali clienti di contattarvi per richiedere un preventivo <strong>pensate a quanto potrebbe costarvi avere un sito lento da navigare oppure completamente irraggiungibile per un giorno</strong>.</p><p>Immaginate poi di aver attivato anche delle campagne pubblicitarie (AdWords o altro) per promuovere i vostri prodotti e gli utenti che cliccano sull&#8217;annuncio pubblicitario si trovano di fronte un bel messaggio di errore. Non ci fareste una gran figura ed è probabile che quei potenziali clienti restino potenziali per sempre.</p><h3>Hosting a prezzo irrisorio e risorse illimitate</h3><p><img
class="alignleft size-full wp-image-3063" title="pochi-soldi" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/pochi-soldi.jpeg" alt="pochi-soldi" width="200" height="152" />E&#8217; &#8220;curioso&#8221; vedere che spesso offerte di hosting vendute a pochi euro vantano risorse illimitate, mentre quelle che costano diverse centinaia di euro (o dollari) presentano una lista dettagliata di tutti i requisiti e di tutte le limitazioni. Ma come è possibile che costi di più un servizio che offre 10Gb di spazio disco e 60 Gb di banda mensile rispetto ad un altro che offre spazio disco e banda illimitati? <strong>Solitamente chi offre tutte le risorse in modo illimitato risparmia su altri fattori</strong> e punta sull&#8217;acquisire il maggior numero di clienti stipandoli sui propri server. Inoltre la banda e lo spazio illimitato sono, in un certo senso, delle illusioni. Chi propone tali offerte sa benissimo che la stragrande maggioranza dei siti che verranno ospitati su quei server non arriverà mai a saturare quelle risorse promesse. Anche perché quando uno di questi siti inizia a sviluppare un considerevole volume di traffico, le poche risorse di CPU e memoria disponibili su quei server (condivise con tutti gli altri clienti) iniziano a farsi sentire ed il cliente, se non vuole passare le giornate a imprecare, è costretto a passare ad un piano di hosting di fascia superiore. Nei contesti più sfortunati poi, quel considerevole volume di traffico tale da creare problemi, non è nemmeno particolarmente eccessivo.</p><h3>Sito statico o dinamico</h3><p><img
class="alignleft size-full wp-image-3062" title="correre" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/correre.jpeg" alt="correre" width="200" height="338" />Una delle altre caratteristiche che spesso viene esaltata nelle offerte è il fatto di poter ospitare un numero di domini illimitato all&#8217;interno del proprio spazio hosting. Prima di pensare di poter creare decine di blog tenete però presente che il quantitativo di risorse necessario per far girare un sito basato su un sistema dinamico (come WordPress ad esempio) è ben diverso da quello di un sito costituito da semplici pagine HTML statiche. Nel primo caso va considerato il lavoro svolto per interpretare il linguaggio (ad esempio PHP), eseguire le varie operazioni ed effettuare le numerose interrogazioni al server database.</p><p>Per un server web è ben diverso gestire cento richieste di una pagina HTML statica e il medesimo numero di richieste delle home page di un sito WordPress sul quale magari sono stati installati anche numerosi plugin (che richiedono ulteriori risorse). Quindi, tornando al discorso fatto nel punto precedente, <strong>un conto è offrire spazio per domini illimitati, un altro è essere certi che tutti i siti ospitati su quei domini funzionino in modo dignitoso</strong>.</p><h3>Cercare pareri sui vari servizi hosting in Rete</h3><p>Prima di effettuare un acquisto di un servizio di hosting, provate a vedere se in Rete c&#8217;è qualcuno che ha avuto esperienze positive o negative con tale fornitore. In questo caso spesso sono più utili gli articoli scritti da singoli utenti che hanno effettivamente provato un servizio rispetto ai numerosissimi siti che offrono recensioni (quasi sempre tutte positive) dei vari provider e che ospitano decine di banner che sponsorizzano le offerte degli stessi fornitori che recensiscono.<br
/> Provate anche a fare un ricerca su <a
target="_blank" href="http://search.twitter.com/">Twitter</a> o su <a
target="_blank" href="http://friendfeed.com/search/advanced">FriendFeed</a> utilizzando il nome del fornitore di hosting prescelto per vedere se qualche utente ha pubblicato alcune note positive o negative al riguardo.</p><h3>Chiedere informazioni al fornitore prima di acquistare</h3><p><img
class="alignleft size-full wp-image-3064" title="lisbeth -salander" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/lisbeth-salander.jpeg" alt="lisbeth -salander" width="200" height="143" />E&#8217; consigliabile provare a contattare il fornitore di hosting prima di procedere all&#8217;acquisto online del servizio. Se qualcosa non vi è chiaro o se volete essere sicuri che lo spazio Web disponga delle caratteristiche che a voi servono, mandate una mail o una richiesta al servizio di assistenza pre vendita e valutate sia il tempo di risposta sia il grado di completezza della stessa. Questi possono essere elementi utili per capire come il fornitore potrebbe rispondere anche in caso di eventuali problemi futuri.</p><p>Verificate inoltre se sono previste altre funzionalità aggiuntive come:</p><ul><li> un servizio di backup dei dati;</li><li>la possibilità di poter essere risarciti se il servizio non ci soddisfa (dopo un periodo di prova iniziale);</li><li>l&#8217;assistenza 24 ore su 24 oppure solo in orario di ufficio;</li><li>il tipo di pannello di controllo offerto, i più comuni sono <a
target="_blank" href="http://www.parallels.com/it/products/plesk/">Plesk</a> e <a
target="_blank" href="http://www.cpanel.net/">Cpanel</a>;</li><li>la possibilità di effettuare upgrade o downgrade del proprio piano se vi servono maggiori o minori risorse*;</li><li>un forum dedicato agli utenti o una sezione di aiuto particolarmente curata nella quale è facile trovare la soluzione alle problematiche più comuni.</li></ul><p>* quasi tutti i fornitori offrono diversi tipologie di hosting: piani di fascia bassa, di fascia media e di fascia alta. Alcune volte questi piani si differenziano tra di loro solo per lo spazio disco o la banda disponibile, in altri casi invece differiscono anche per altre caratteristiche come la memoria RAM dedicata o la quota di CPU assegnata. Poter disporre di un piano facilmente scalabile è sicuramente vantaggioso dato che permette di disporre di maggiori risorse in tempi brevissimi senza dover necessariamente effettuare la migrazione dei propri dati su un nuovo server.</p><p>Nei prossimi giorni vedremo anche una serie di servizi che è possibile utilizzare per verificare lo stato del proprio sito web. Se avete dubbi o consigli siete invitati a lasciare un commento.</p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=2931</guid> <description><![CDATA[Su Skelliewag è stata pubblicata una lista di 50 consigli per rimettere un po&#8217; di ordine sul proprio blog. Le regole possono essere sintetizzate come un avvertimento contro l&#8217;abitudine di [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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class="alignleft size-full wp-image-2932" title="disordine" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/disordine.png" alt="disordine" width="220" height="203" />Su <strong>Skelliewag</strong> è stata pubblicata una <a
target="_blank" href="http://www.skelliewag.org/50-tips-to-unclutter-your-blog-44.htm">lista di 50 consigli</a> per rimettere un po&#8217; di ordine sul proprio blog. Le regole possono essere sintetizzate come un avvertimento contro l&#8217;abitudine di inserire troppi elementi inutili sulle pagine Web.</p><p>I consigli sono suddivisi per le varie sezioni tipiche di un blog: la barra laterale, la pagina dei post, il footer, alle quali si aggiungono una serie di indicazioni valide per tutte le pagine.</p><p>Ecco alcuni dei suggerimenti che potete trovare in questa corposa lista (con alcune aggiunte personali):<span
id="more-2931"></span></p><ul><li>Rimuovere la sezione &#8220;Meta&#8221;, presente in molti dei template standard di WordPress.</li><li>Evitare di elencare tutti gli archivi mensili nella barra laterale del blog.</li><li>Posizionare il blogroll in una pagina separata (soprattutto se particolarmente lungo).</li><li>Sostituire i mille pulsanti di iscrizione al feed RSS con la classica icona dei feed.</li><li>Eliminare tutte le forme di pubblicità che non generano guadagni significativi.</li><li>Cercate di non mettere decine di icone ai vari servizi social ma limitatevi a quelli possono essere più significativi per gli argomenti che trattate.</li></ul><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=2915</guid> <description><![CDATA[Susan Weinschenk è una psicologa della Pennsylvania State University che si occupa da diversi anni dell&#8217;analisi dei processi mentali che stanno alla base delle azioni compiute dalle persone. In un [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
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target="_blank" href="http://www.whatmakesthemclick.net/">Susan Weinschenk</a> è una psicologa della Pennsylvania State University che si occupa da diversi anni dell&#8217;analisi dei <strong>processi mentali</strong> che stanno alla base delle azioni compiute dalle persone.</p><p>In un <a
target="_blank" href="http://www.usefulusability.com/guest-blog-susan-weinschenk/">guest post</a> pubblicato su <a
target="_blank" href="http://www.usefulusability.com/">Useful Usability</a>, la professoressa Weinschenk illustra quali sono, secondo lei, <strong>10 aspetti da tenere in considerazione per realizzare un sito Web che sia usabile e persuasivo</strong>. Scopriamoli insieme.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-2916" title="esempi poco usabili" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/esempi-poco-usabili.png" alt="esempi poco usabili" width="513" height="236" /></p><h3>1) L&#8217;organizzazione delle informazioni sul sito (l&#8217;architettura delle informazioni) deve adattarsi allo schema mentale del visitatore.</h3><p>Ponetevi questa domanda: il sito è organizzato in modo da rispondere immediatamente alle esigenze del visitatore? E&#8217; importante <strong>utilizzare il linguaggio usato dagli utenti del sito</strong>. Quando dovete decidere i nomi da assegnare alle sezioni e le categorie è indispensabile valutare quali sono i termini utilizzati più comunemente dalle persone e non quelli conosciuti solo dagli addetti ai lavori.<span
id="more-2915"></span></p><h3>2) Less is More</h3><p>Si ritiene che la maggior parte delle persone sia in grado di ricordare al massimo da 5 a 9 cose contemporaneamente. E&#8217; la storia del numero magico 7 + o &#8211; 2. In realtà le ricerche hanno mostrato che in realtà questo numero è molto più basso è che è più opportuno <strong>concentrarsi su 3 o 4 concetti</strong> al massimo.</p><p>Spesso le persone desiderano avere un elevato numero di possibilità di scelta ma le ricerche dimostrano che, quando si tratta di decidere, un numero di scelte troppo elevato non porta ad alcuna decisione.</p><p>E&#8217; consigliabile quindi non offrire mai più di 3 o 4 possibilità di scelta sul proprio sito.</p><h3>3) La massima attenzione è concentrata nel primo terzo della pagina</h3><p>E&#8217; risaputo che è utile sapere dove posizionare le informazioni all&#8217;interno della struttura di una pagina Web. Se suddividiamo la pagina in tre sezioni orizzontali aventi le stesse dimensioni, la prima in alto è quella sulla quale si focalizza maggiormente l&#8217;attenzione dei visitatori. Il Web infatti è molto più simile al modello televisivo, nel quale l&#8217;attenzione si focalizza al centro, piuttosto che a quello cartaceo dove lo sguardo del lettore punta subito in alto a sinistra (o in alto a destra in alcuni paesi).</p><p>Personalmente ritengo però che questo aspetto dipenda molto dal modo in cui è realizzato il layout di un sito e dalle sue dimensioni. Rimane comunque indiscutibile il fatto che sia opportuno riservare questa zona dello schermo ad &#8220;elevato valore aggiunto&#8221; per i contenuti più interessanti.</p><h3>4) Differenziare gli elementi sia a livello visivo che cognitivo</h3><p>In una pagina Web sono presenti un elevato numero di elementi che svolgono funzioni differenti: ci sono le immagini puramente decorative, le barre di navigazione, i link di supporto, il contenuto principale e molto altro ancora.</p><p>E&#8217; fondamentale rendere facilmente distinguibili le varie aree sia a livello visuale che cognitivo.</p><p>Visivamente è possibile differenziare i contenuti utilizzando forme, dimensioni, colori e font.</p><p>E&#8217; importante però rendere immediatamente percepibili tali differenze anche a livello cognitivo, permettendo all&#8217;utente di capire immediatamente la funzione dei vari elementi, permettendogli quindi di distinguere facilmente i link che portano alle sezioni principali del sito, rispetto ai link per gestire il proprio account o effettuare acquisti.</p><h3>5) Stimolare tutti e 3 i cervelli</h3><p>Nel libro &#8220;<strong>Neuro Web Design: What makes them click?</strong>&#8220;, Susan Weinschenk parla dell&#8217;idea che ognuno di noi non abbia un solo cervello ma ben tre:</p><ul><li>Il <strong>cervello nuovo</strong>, più logico;</li><li>Il <strong>cervello medio</strong> che governa le emozioni;</li><li>Il <strong>cervello vecchio</strong> che si occupa delle funzioni basilari e analizzando l&#8217;ambiente si pone domande del tipo &#8220;posso mangiarlo?&#8221;, &#8220;posso fare sesso con lei/lui?&#8221;, &#8220;mi ucciderà?&#8221; &#8230;etc&#8230;</li></ul><p>Stimolare il cervello vecchio significa fare leva sui bisogni basilari di ogni persona (vedi piramide dei bisogni di Maslow) come fame, sesso, sicurezza e pericolo. Anche se non tutti i siti possono puntare ad argomenti come la fame o il sesso, è possibile fare comunque leva sul bisogno di sentirsi sicuri o su come ottenere dei benefici gratuitamente.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-2919" title="piramide bisogni maslow" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/piramide-bisogni-maslow.png" alt="piramide bisogni maslow" width="612" height="455" /></p><p>Per stimolare il cervello medio può essere utile usare immagini, video o testi che colpiscano ed agiscano sulla parte emozionale del visitatore. Questo aspetto è particolarmente importante per determinate tipologie di siti, come ad esempio avevo già accennato a proposito dei <a
href="http://www.fogliata.net/2009/11/24/web-design-spa-centri-benessere/">centri benessere e delle SPA</a>.</p><p>Per coinvolgere il cervello nuovo è necessario fornire motivazioni logiche e razionali per convincere il visitatore a proseguire la visita sul proprio sito o a provare un prodotto servizio.</p><p>Ovviamente il miglior risultato possibile è quello di riuscire a dialogare con tutti e tre i tipi di cervello.</p><h3>6) Rendere i testi facili da consultare</h3><p>Solitamente <strong>le persone non amano leggere i testi su un monitor</strong>. Trovarsi quindi di fronte a grandi blocchi di testo tende a scoraggiare la maggior parte dei potenziali lettori che sono spinti a cercare vie di fuga dalla pagina.</p><p>E&#8217; quindi consigliabile usare alcuni <strong>stratagemmi per rendere più digeribili i contenuti testuali</strong>, come spezzare il testo in paragrafi più piccoli, usare intestazioni e liste. Tutto questo rende il testo più facilmente consultabile anche con un rapido colpo d&#8217;occhio, permettendo di individuare rapidamente i contenuti ritenuti più interessanti.</p><h3>7) Rivelare le informazioni un poco alla volta</h3><p>Ogni pagina Web può attirare parecchi visitatori che hanno diversi scopi e una diversa preparazione sull&#8217;argomento. Alcuni visitano un sito per semplice curiosità. altri vogliono approfondire qualcosa che già conoscono ed altri non hanno la minima idea di cosa tratti quella pagina.</p><p>E&#8217; utile quindi adottare la tecnica chiamata “<em>progressive disclosure</em>”, rivelando le informazioni un poco alla volta. In questo modo vengono fornite alcune informazioni e l&#8217;utente può cliccare su un link se desidera saperne di più.</p><p>Spesso si è sentito dire che il visitatore deve essere in grado di raggiungere quello che desidera con meno di 3 click. Questo è un falso mito. <strong>L&#8217;utente clicca fino a quando c&#8217;è qualcosa che suscita la sua curiosità e il suo interesse</strong>.</p><h3>8) Raggruppare i contenuti per evitare la confusione</h3><p>Con tutte le informazioni, le immagini, i video e la pubblicità presente sulle varie pagine Web è piuttosto facile ottenere un risultato capace di creare confusione agli occhi dei visitatori. E&#8217; utile quindi cercare di creare dei gruppi di contenuti per mettere un po&#8217; di ordine.</p><p>Allineare i vari elementi ed usare sapientemente le colonne permette di visualizzare un elevato numero di informazioni senza tuttavia apparire disordinati.</p><h3>9) Avere delle funzionalità che rendono il sito unico e difficile da abbandonare</h3><p>Le ricerche mostrano che la maggior parte delle persone tendono ad avare uno o due siti preferiti per ogni particolare compito. Uno per le notizie, uno per l&#8217;e-commerce, uno per l&#8217;intrattenimento e così via.</p><p>Spesso quello che rende questi siti così amati dagli utenti sono delle funzioni che vengono percepite come irrinunciabili. Come la facilità di effettuare nuovi ordini di merce già acquistata in precendeza (Staples), o il one-click buying (Amazon) o servizi come <a
target="_blank" href="http://hootsuite.com/">HootSuite</a> che offrono funzionalità che non sono disponibili altrove.</p><p>Non si tratta però di sviluppare od offrire un elevato numero di funzionalità, ma semplicemente di individuare quella che rende irrinunciabile quel particolare sito.</p><h3>10) Non dimenticare l&#8217;aspetto sociale</h3><p>Le persone hanno la naturale tendenza a seguire quello che dicono gli altri, soprattutto quando sono incerte.</p><p>Se ad esempio qualcuno non sa scegliere quale servizio utilizzare per caricare le proprie fotografie sul Web, ma sente che i propri amici su Twitter parlano bene di Flickr o ne legge sui blog che frequenta abitualmente, è molto probabile che scelga Flickr senza nemmeno provare gli altri.</p><p>E&#8217; quindi importante essere presenti nelle conversazioni che riguardano la propria nicchia di mercato.</p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
href="http://www.fogliata.net/2009/12/30/10-consigli-usabilita/">10 consigli per migliorare l&#8217;usabilità e il successo di un sito</a> <br
/> E' uscito il mio nuovo libro <a
target="_blank" href="http://www.creailtuoblog.net/?utm_source=FeedTF&utm_medium=RSS&utm_content=link&utm_campaign=LibroWP">Creare blog e siti web con WordPress</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fogliata.net/2009/12/30/10-consigli-usabilita/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Scopri quanto gli utenti vedono del tuo sito con Google Browser Size</title><link>http://www.fogliata.net/2009/12/17/browser-size/</link> <comments>http://www.fogliata.net/2009/12/17/browser-size/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:12:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Tiziano Fogliata</dc:creator> <category><![CDATA[Sviluppo Web]]></category> <category><![CDATA[Browser]]></category> <category><![CDATA[Usability]]></category> <category><![CDATA[Web design]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=2879</guid> <description><![CDATA[Google ha messo a disposizione di tutti un nuovo strumento chiamato Browser Size che permette di capire come gli utenti visualizzano una pagina web, soprattutto per quanto riguarda la porzione [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
href="http://www.fogliata.net/2009/12/17/browser-size/">Scopri quanto gli utenti vedono del tuo sito con Google Browser Size</a> <br
/> E' uscito il mio nuovo libro <a
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target="_blank" href="http://googleblog.blogspot.com/2009/12/browser-size-tool-to-see-how-others.html">messo a disposizione</a> di tutti un nuovo strumento chiamato <a
target="_blank" href="http://browsersize.googlelabs.com/">Browser Size</a> che permette di capire come gli utenti visualizzano una pagina web, soprattutto per quanto riguarda la porzione visibile senza dover effettuare lo scrolling.</p><p>Basandosi sui dati raccolti dagli utenti che visitano il sito google.com, Browser Size permette di mostrare la percentuale di utenti che visualizzano determinate porzioni della pagina. Questo permette di individuare rapidamente le zone che hanno maggiori probabilità di restare nascoste alla maggior parte dei navigatori.<span
id="more-2879"></span></p><p>Ecco un esempio relativo al sito di Repubblica:</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-2880" title="browser size" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/browser-size.jpg" alt="browser size" width="650" height="431" /></p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
href="http://www.fogliata.net/2009/12/17/browser-size/">Scopri quanto gli utenti vedono del tuo sito con Google Browser Size</a> <br
/> E' uscito il mio nuovo libro <a
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isPermaLink="false">http://www.fogliata.net/?p=2833</guid> <description><![CDATA[emTweet è un nuovo servizio che consente di mostrare ai visitatori del proprio sito gli aggiornamenti pubblicati su Twitter in tempo reale. Per utilizzare il servizio è necessario caricare un [...]<p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
href="http://www.fogliata.net/2009/11/30/twitter-sul-tuo-sito/">emTweet porta Twitter sul tuo sito in tempo reale</a> <br
/> E' uscito il mio nuovo libro <a
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class="alignleft size-full wp-image-2834" title="emtweet" src="http://images.fogliata.net/wp-content/uploads/emtweet.jpg" alt="emtweet" width="249" height="79" /><span
class="removed_link" title="http://emtweet.com/">emTweet</span> è un nuovo servizio che consente di mostrare ai visitatori del proprio sito gli aggiornamenti pubblicati su Twitter in tempo reale.</p><p>Per utilizzare il servizio è necessario caricare un file php nella directory principale del proprio sito e poi scegliere o le parole chiave da monitorare o gli utenti da seguire su Twitter, in modo che vengano considerati solo i messaggi ai quali si è interessati.</p><p>E&#8217; inoltre possibile decidere i colori e i caratteri da usare per il messaggio che apparirà agli utenti del proprio sito.<span
id="more-2833"></span></p><p>In questo video viene illustrato il processo di installazione e configurazione del servizio:</p><p><object
classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param
name="allowFullScreen" value="true" /><param
name="allowscriptaccess" value="always" /><param
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name="allowfullscreen" value="true" /><embed
type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/flcKkQ2Ribw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;hd=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p><p>Post pubblicato da Tiziano Fogliata: <a
href="http://www.fogliata.net/2009/11/30/twitter-sul-tuo-sito/">emTweet porta Twitter sul tuo sito in tempo reale</a> <br
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