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Uno dei fenomeni che più mi ha colpito durante queste ultime festività natalizie è stato il sensibile calo di messaggi augurali recapitati per mezzo dei tradizionali SMS, sostituiti dai messaggi inviati via Facebook, Twitter, iMessage, WhatsApp, Viber e applicazioni simili.
In un articolo apparso su uno dei blog del New York Times, viene riportato l’esempio della Finlandia. Nel Paese nordico, quest’anno sono stati inviati circa 8,5 milioni di SMS la notte di Natale, contro i 10,9 milioni dello scorso anno. Anche ad Hong Kong si è registrato un calo del 14% nell’invio di SMS rispetto all’anno precedente. In Austrialia invece la diminuzione pare sia stata del 9%.
Non ho a disposizione i numeri relativi al nostro Paese, ma credo sia chiaro che tutti i servizi alternativi che consentono di inviare messaggi a costo zero stanno minacciando sempre più quella che può essere considerata una miniera d’oro per gli operatori telefonici: il traffico generato dai messaggi SMS.
Applicazioni come iMessage, WhatsApp e Viber, tanto per citare le più comuni, offrono solo vantaggi rispetto ai tradizionali sms. Sono facili da usare, permettono di comunicare gratuitamente, non limitano la lunghezza del testo e permettono di allegare anche contenuti multimediali evitando di ricorrere ai costosi MMS.
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