5 tipologie di clienti che sarebbe meglio evitare

di il mercoledì 26 gennaio 2011 · 31 commenti

in Sviluppo Web

Village People

Lavorando come consulente freelance probabilmente uno dei requisiti fondamentali per massimizzare i profitti e lavorare con soddisfazione è la capacità di selezionare ed evitare i clienti sbagliati.

Ecco una guida per individuare le cinque tipologie più pericolose, in modo da non commettere errori che potrebbero costare cari.

Il pescatore

Questo tipo di cliente solamente si avvicina al consulente in modo serio per chiedere un parere iniziale sul progetto. Non ha la minima idea riguardo alle specifiche e nemmeno alle tecnologie necessarie per renderlo operativo. Per colmare questa lacune chiede a te di aiutarlo nel processo creativo, per spiegargli tutti gli scenari possibili, le strategie e i metodi che si potrebbero utilizzare.

Il pescatore mantiene sempre viva la speranza che poi il lavoro verrà affidato al consulente. In realtà però non ha la minima idea di quando vorrà realizzare quel progetto e comunque non affiderà a te il lavoro.

Questo tipo di cliente va evitato, a meno che sia disposto a pagarti per il lavoro di consulenza iniziale, cosa che avviene veramente di rado.

Il mimo

La comunicazione tra cliente e consulente è un fattore essenziale. Spesso però si ritiene che solo il consulente debba essere una abile comunicatore. A volte infatti si dimentica che anche il cliente deve essere in grado di manifestare correttamente le proprie esigenze, in modo da rendere chiari tutti i requisiti del progetto.

Con il cliente mimo è praticamente impossibile capire quello che lui desidera e sta a te provare ad interpretare i vari segnali cercando di trarre informazioni utili sul progetto. Diciamo che con questa tipologia di cliente, può essere utile chiedere il supporto di un aruspice o di una di quelle cartomanti facilmente reperibili facendo zapping sulle tv locali ;)

Questo tipo di cliente è assolutamente da evitare se non vuoi passare le giornate a sbattere la testa contro il muro e portare avanti un progetto che rischia di lasciare insoddisfatti entrambi.

L’illuso

Questo è sicuramente uno degli archetipi più diffusi. Ti sarà sicuramente capitato di incontrare qualcuno che ha in testa un’idea meravigliosa (e non è Cesare Ragazzi ;) ). E’ il tipo di cliente che vuole realizzare un sito come Facebook che utilizza un sistema di ricerca come Google e permette di caricare i video come è possibile fare su YouTube. Ovviamente non è disposto a pagare per il tuo lavoro ma, dando per scontato che il sito nel giro di un anno potrà essere venduto per milioni di euro, ti promette una fetta dei profitti.

Il cliente illuso è da evitare principalmente perché è la tipica persona che non ha il minimo contatto con la realtà. Evitalo se non vuoi cimentarti in un’impresa folle dai ritorni economici altamente improbabili e tendenzialmente prossimi allo zero.

Il coniuge

Avere un’ottima relazione con un cliente è sicuramente una buona cosa. Una comunicazione ottimale è fondamentale per la buona risucita del progetto. Fatti salvi questi due punti, alcuni clienti tendono ad andare oltre, trasformandosi nel “cliente coniuge”.

Questo tipo di persona ha la tendenza a inviare email per il solo gusto di farlo, ti telefona 10 volte al giorno per sapere come stanno andando le cose e continua a fissare incontri e riunioni solo perché ama l’interazione.

Il cliente coniuge è da evitare se non sei votato al sacrificio e se vuoi mantenere buoni rapporti ed essere ancora reperibile per tutti gli altri tuoi clienti.

Lo spilorcio

Partendo dal presupposto che tutti voglio fare buoni affari e ottenere il massimo con la minore spesa possibile, il cliente spilorcio porta questa teoria ai massimi livelli.

Questo tipo di cliente è particolarmente “pericoloso” perché tenderà a modificare i termini dell’accordo non appena è stato siglato. I più abili sono persino capaci di farti sentire in colpa se non sei disposto a fare del lavoro extra gratuitamente. La loro frase tipica è “già che stai facendo X, potresti anche aggiungere Y”.

Lavorare per clienti che cercano solo il miglior prezzo anziché per quelli che attribuiscono del valore al lavoro che fai non è mai un grande affare.

Ricorda inoltre il vecchio motto: “Pagami come dico io e lavorerò come dici tu, pagami come dici tu e lavorerò come dico io” ;)

[l'ispirazione per questo post è stata tratta da Econsultancy]


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{ 29 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

1 Jaleco 26 gennaio 2011 alle 14:19

Bell’articolo!! Quella dl coniuge è fortissima!
Jal

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2 Tiziano Fogliata 26 gennaio 2011 alle 14:34

Grazie Claudia, il coniuge ha il suo perché ma il mimo è imbattibile ;)

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3 alberto 26 gennaio 2011 alle 14:31

Epperò… se li eviti tutti e 5, ti tocca cambiare mestiere.

Non ne restano altri!

:-)

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4 niguli 26 gennaio 2011 alle 14:35

quanta verità in questo articolo ! potremmo fare un test: ognuno dica quale delle categorie presentate nell’articolo è la più frequente in base alla propria esperienza… Pe me lo spilorcio e il coniuge sicuramente

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5 marcof 26 gennaio 2011 alle 17:02

mi sono permesso di stamparlo (senza chiedere la tua autorizzazione) se vuoi te ne mando una copia ;) http://farm6.static.flickr.com/5171/5390000103_1cbaf421bf_b.jpg

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6 sandren 26 gennaio 2011 alle 18:13

se permetti io aggiungerei anche questi clienti

Ciao

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7 Tiziano Fogliata 26 gennaio 2011 alle 19:05

Sicuramente, ottima segnalazione :)

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8 Pietro 27 gennaio 2011 alle 09:29

Ah ahaha bellissimo! :-) è tutto vero, la cosa peggiore è che questi 5 “fenotipi” si accoppiano facilmente e mettono al mondo come conigli :-)

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9 pierpa 27 gennaio 2011 alle 12:06

ma hai utilizzato google translate per tradurlo ?

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10 Tiziano Fogliata 27 gennaio 2011 alle 18:56

No, non mi pare che ci siano errori ;)

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11 Gianluca 28 gennaio 2011 alle 17:53

Bellissimo post, veramente ben fatto.
Confermo l’esistenza di queste cinque tipologie di clienti… assolutamente da evitare. :)

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12 Lauryn 28 gennaio 2011 alle 19:27

tutti li ho incontrati! e anche più di uno per ogni tipologia! posso ritenermi arrivata? XD

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13 Eugene 28 gennaio 2011 alle 20:24

Il coniuge cliente mi manca, ma di illusi e spilorci ne ho un bel po’.
Qualcuno vuole fare cambio?

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14 Andrea 28 gennaio 2011 alle 20:25

Direi che sulla mia strada li ho incontrati più o meno tutti, con una predilezione per “lo spilorcio” . Qualche volta credo anche di aver incontrato il risultato della fusione di due di queste categorie: “il mimorcio”!! :-)

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15 Bruna 29 gennaio 2011 alle 20:28

Illuminante classificazione! :)
Il motto finale lo conoscevo come (saggissimo) “proverbio cinese” :)

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16 DaZa 31 gennaio 2011 alle 10:52

Ah! Ah! Davvero divertente (e vero)! Complimenti :D

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17 daniele 4 febbraio 2011 alle 11:34

sono realmente scioccato! SONO IN PROPRIO DA 8 ANNI E QUELLO CHE SCRIVI è LA SINTESI DELLA MIA VITA! complimenti davvero

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18 Daniele 7 febbraio 2011 alle 08:43

Te le propongo uno che mi capita spesso:

“IL MESSIA”
Il cliente in questione ha un’idea a suo dire geniale, e te la racconta quasi bisbigliando, ha paura che la sua illuminazione divina possa essere da te rubata o rivenduta.
Si presenta in giacca e cravatta, sembra un uomo di affari danaroso e navigato nella vita, interrompe di tanto il suo racconto epitetando il suo progetto di aggettivi quali “idea sensazionele” oppure “nessuno ci ha mai pensato”, prosegue evidenziandoti che lui avrebbe decine di sviluppatori in grado di realizzarla, ma non lo sottopone a loro perchè… è un business talmente redditizio che gli verrebbe rubata l’idea.
Allora si rivolge a te, spiegandoti che lui NON HA SOLDI DA INVESTIRE e pertanto vuole fare una società con te dove tu svilupperai tutto, lui è serio, vede in te la luce, vede in te la persona ideale con la quale aprire una Società, anche se ti ha conosciuto da 3 minuti.
Anche se tu cerchi di spegargli che ci sono costi iniziali da sostenere lui ti tranquillizza facendoti paragoni surreali del tipo “anche facebook è partito da niente, non c’è bisogno di investire” partiamo piccoli.

Il cliente “MESSIA” è da evitare, lui ti vuole far lavorare come un negriero per poi ripendere la metà della torta, ma questa torta non sarà mai fatta e tu resterai inchiappettato in un progetto che non potrai completare da solo per il quale tu avrai perso mesi di lavoro e lui, fresco come una rosa ti dirà: “non ha funzionato vabbè, tanto cosa ci abbiamo smenato”. E resterai da solo con un bel pollice marrone (indovina perchè?)

hahaha
Scherzi a parte ci sono davvero queste persone!!!

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19 Tiziano Fogliata 7 febbraio 2011 alle 08:46

Messia non è male come categoria, io ho racchiuso questi personaggi nella definizione di illuso. Ne ho incontrati parecchi pure io ;)

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20 Giorgio Marandola 16 marzo 2011 alle 10:36

Caro Tiziano, l’articolo è vagamente divertente, ma sicuramente distante miglia e miglia dalla realtà.
Magari la realtà d’agenzia avendo a che fare con clienti di grosso calibro è differente dal freelance, ma ti assicuro che i clienti sono pescatori, per cui devi essere tu a vendere il tuo prodotto, è mimo, per cui hai il dovere di saper comunicare anche a livello commerciale, e non è il cliente a diventare coniuge, sei tu a doverlo fare, mail, telefonate, sal..

Il post mi sembra francamente anche un pò viziato ed infantile, non so quali sono stati i tuoi clienti e su quali progetti hai lavorato finora, ma ti consiglio magari di leggere qualcosa in proposito, o chiedere a chi già lavora da un pò ed ha ache fare con pescatori, coniugi e mimi dalla mattina alla sera.

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21 niguli 16 marzo 2011 alle 10:42

:O non ci vedo niente di viziato ed infantile. Fotografa un realtà, che poi non sia la tua è un altro discorso, che non sia l’assolutà realtà là fuori è un altro disocrso ancora…… ma è “una” realtà riscontrata da molti, tra cui me stesso.

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22 Daniele 16 marzo 2011 alle 10:46

QUOTO di brutto nuguli.
E’ meglio della bibbia quanto ha scritto, personalmente lo trovo divertente e soprattutto descrittivo di una realtà – triste – ma reale del mondo lavorativo.

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23 Ivano 30 marzo 2011 alle 15:42

Articolo simpaticissimo! E anche il commento sul Messia. Fortuna che non ho problemi di clienti perché sviluppo solo per hobby.. :)

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24 Giorgio Marandola 1 aprile 2011 alle 02:33

Si probabilmente è una “realtà lavorativa” molto ma molto differente dalla mia, la davo per scontata la cosa nel commento, ma a quanto pare è bene sottolinearlo.
Rimango dell’idea che sia un post viziato, ma ormai il termine “consulente freelance” is the new “faccio cose e vedo gente”. Tra l’altro l’attività consulenziale è di per se elastica e duttile ed ha già in sè le caratteristiche del freelancing, è abbastanza ovvio, mi domando quindi che senso abbia unire i due termini e poi dar sfoggio di nessuna conoscenza del parco clienti di un’attività del genere.
(ps. Tiziano l’avviso via mail dei nuovi commenti non funziona, mi è arrivata una notifica su tre.. se sei così selettivo con i “clienti” dovresti offrire un servizio impeccabile).

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25 Tiziano Fogliata 1 aprile 2011 alle 09:27

Ciao Giorgio,
l’articolo è volutamente ironico e non ha la pretesa di rappresentare tutto il “parco clienti” (termine che detesto) nel suo insieme o di definire delle categorie in senso assoluto. Tu mi sa che l’hai preso un po’ troppo sul serio ;)

Diciamo che è una simpatica presa in giro di alcune tipologie di persone che a volte si incontrano.

Per quanto riguarda la notifica dei commenti, fino ad ora non ho mai avuto problemi.

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26 niguli 1 aprile 2011 alle 08:43

a me, come sempre, è arrivata ogni singola notifica, forse il tuo indirizzo di posta non è “impeccabile” :D

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27 Giorgio Marandola 3 aprile 2011 alle 15:25

Si Tiziano ma capisci anche che articoli come questi fanno apparire anche i consulenti veri e seri come una sorta di clown improvvisati che possono fregiarsi di questo titolo solo avendo a disposizione i 30/40 euro di hosting all’anno. Una persona che cerca consulenti su determinati ambiti, quali quelli di cui ti professi conoscitore, leggendo un post come questo non si farà certo un’idea buona. E non lo dico per come appariresti tu in prima persona, ma come fai apparire tutto un comparto che non ha niente a che vedere con questa visione ludica e volutamente comica.

@niguli, il mio indirizzo di posta finisce per gmail.com dovrebbe essere abbastanza buono.

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28 Tiziano Fogliata 5 aprile 2011 alle 08:56

Secondo me stai dando troppa importanza a questo post ;)

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29 niguli 3 aprile 2011 alle 15:51

pure il mio di indirizzo finisce con gmail.com e arriva tutto. Fatto check se fosse finito nello spam ?

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