Ha senso fare pubblicità su Facebook? 
Spesso l’obiettivo principale di una campagna di web marketing non è la mera creazione di traffico sul sito, ma la generazione di conversioni, dove per conversione si intende un’azione compiuta dal visitatore sul sito. Alcuni tipi di traffico tendono a convertire meglio di altri ed il meccanismo sottostante è abbastanza semplice da spiegare a parole ma certamente più complesso da mettere in atto. Si tratta di catturare l’attenzione del giusto pubblico nel momento in cui è mentalmente predisposto a compiere una determinata azione (ad esempio l’acquisto di un prodotto).
La pubblicità su alcuni tipi di siti converte notoriamente molto poco ed ora pare che in questa categoria si sia prepotentemente affermato un nuovo sovrano: Facebook. Questa almeno è l’opinione di SEO Black Hat, che personalmente trovo molto interessante ed in buona sostanza condivisibile.
Oltre ai bassi tassi di click through, il problema principale è che l’utente medio di Facebook visita sicuramente un gran numero di pagine per ogni sessione di navigazione ma non è minimamente predisposto all’acquisto: la sua mente è impegnata in altre attività. Se poi improvvisamente viene colto da frenesia da shopping è molto più facile che vada su Google ed inizi a cercare, fuggendo quindi da Facebook.
Il clamore suscitato dall’introduzione del nuovo sistema pubblicitario su Facebook dovrebbe quindi essere valutato alla luce di due considerazioni:
- Quanto durerà l’euforia per Facebook? Quanti utenti lo abbandoneranno quando uscirà il prossimo social network “di tendenza”?
- Se gli utenti di Facebook non sono mediamente predisposti all’acquisto e quindi la pubblicità su Facebook si dimostrerà poco redditizia, quanto sarà sostenibile questo modello nel lungo termine?









ciao Tiziano,
scrivo questo commento prima di leggere il post su SEO Black Hat.
premetto che da utente Facebook mi fa schifo (magari per il semplice, banale, stupido motivo che non lo capisco). ma da potenziale inserzionista, penso che avrei ancora più difficoltà ad investire su Facebook.
non ho neanche visto bene qual è il meccanismo di promozione su Facebook, quindi è chiaro che la mia opinione è viziata (anche) da ignoranza, ma dubito fortemente che su un social network si possa fare promozione nel vero senso della parola.
credo che i meccanismi, in questi ambiti, siano talmente differenti dal solito che difficilmente si possono ottenere buoni risultati in termini di conversioni.
ovviamente approfondirò meglio l’argomento, sia per motivi di lavoro sia per semplice curiosità personale, ma ad oggi sono alquanto scettico.
Io sono un forte utilizzate e sostenitore di Facebook, che trovo potentissimo per aggregare la mia “vita digitale” ed i contatti dei vari social network (permettendomi di scoprirne sempre di nuovi).
Ma… personalmente sono d’accordo che gli utenti FB non siano mediamente predisposti all’acquisto, mentre i “power users” di FB non lo sono affatto.
Se io dedico a FB un’ora del mio tempo al giorno, stai pur certo che non cliccherò neanche una pubblicità ed anzi… non le vedrò nemmeno.
Ma del resto… è da considerare anche che il mercato americano è più propenso a lasciarsi ingannare dagli ads, e siano portati a cliccare di più di quello italiano.
Se sia un modello sostenibile nel lungo termine non saprei dirti, ma… suppongo di si, dal momento che si sta puntando molto in quella direzione.
Ciao, posso non essere d’accordo? :)
E’ vero, fare banner a impression a pioggia su un social network non ha senso, poichè viene percepito come un’invasione del social network, ed in particolare adesso, dato che da poco tempo è stato lanciata la piattaforma pubblicitaria. E’ poi ovvio che la propensione all’acquisto su FB è enormemente più bassa rispetto ad una ricerca su Google.
Facebook però offre molto di più che banner in run of site: le Facebook Pages, che permettono di creare profili aziendali per rapporti face to face con i consumatori e sopratutto con tutti i loro amici!
Infatti, “The ads can also be shown to users whose friends have recently engaged with your Facebook Page or engaged with your website through Facebook Beacon. Social Ads are more likely to influence users when they appear next to a story about a friend’s interaction with your business.”
In altre parole è possibile far uscire la pubblicità su un tuo cliente che ha già comprato da te, e a tutti i suoi amici (con referenza) e collegando la tua pagina FB aziendale.
Una specie di passaparola automatico, una raccomandazione virtuale.
Inoltre FB consente una profilazione dei target incredibile, (cosa che nessun portale riesce a fare), e quindi consente di raggiungere nicchie veramente specifiche e potenzialmente molto redditizie.
A me tutto ciò sembra sembra fantastico, ovviamente è una sfida per le aziende!
Francesco
Intanto c’è chi si è dato da fare per organizzare una petizione contro il nuovo sistema pubblicitario di Facebook:
http://civ.moveon.org/facebookprivacy/?rc=fb_media
Io Io Io Io la cosa che mi stupisce di molti osservatori, spesso con conoscenze evolute di marketing, è che fanno affermazioni personali. Conoscete quella del tizio il cui nonno fumava i sigari ed è campato cento anni? Ecco una totale ignoranza del valore delle statistiche. La pubblicità, nonostante faccia a tutti schifo, funziona e genera miliardi. Punto.
Basta farsi un giro in metro o su un autobus per quanta gente va in giro griffata. MySpace fattura in pubblicità centinaia di milioni di dollari e questi sono fatti non parole. Murdoch non mi sembra l’ultimo arrivato in fatto di affari, o sbaglio?
Io sono romanista e non vado mai allo Stadio San Siro. Ora chi lo dice agli interisti che fanno una cosa senza senso, una cosa che non funziona? ;-)
Ti riferisci a Murdoch relativamente a MySpace o Facebook? Il senso del post era comunque limitato al discorso delle conversioni, poi sono d’accordo che Facebook sia un potentissimo strumento di marketing ma non per la semplice esposizione di banner come avviene sui “normali” portali.
Tanto per la cronaca, ecco il post di Mark Zuckerberg (padre di Facebook) che chiede scusa a tutti gli utenti per come Facebook ha realizzato e gestito l’implementazione di Beacon. Un sistema troppo invadente e visto come una minaccia alla privacy degli utenti.