Ottimizzare le Rich Internet Application per i motori di ricerca all’Adobe MAX 2007 
Craig Hordlow, SEO presso Red Bricks Media, è il relatore della sessione che tratta dell’ottimizzazione per i motori di ricerca delle Rich Internet Application. Un sito deve essere pensato per due pubblici principali: i motori di ricerca e le persone.
Bisogna considerare che i motori di ricerca normalmente non seguono i link creati client-side: Flash, JavaScript o Ajax e bisogna quindi fornire una mappa per fare in modo che tutte le pagine che ci interessano siano indicizzate (indicizzate, non significa ottimizzate).
I principi base per un’ottimizzazione richiedono: URL e titoli delle pagine univoci e testo indicizzabile.
Soluzioni possibili:
- un’unica versione per il sito con la pagina principale dell’applicazione contenente TITLE, intestazione ed altri elementi testuali;
- una versione alternativa per il sito
- ottimizzare un sito ibrido.
Realizzare due versioni del sito: una RIA per gli umani ed una in HTML per i motori di ricerca. Utilizzare un file robots.txt per bloccare l’accesso alla versione RIA da parte dei motori. E’ possibile ad esempio alimentare la versione Flash del sito tramite un database ed usare gli stessi contenuti da riversare su una versione HTML dello stesso.
Ovviamente va impedita il più possibile l’indicizzazione di diverse versioni dello stesso contenuto, per fare ciò è necessario usare adeguatamente il file robots.txt. Usare questo sistema, non il redirect automatico basato sull’user-agent. Questa pratica, conosciuta come cloaking viene interpretata da Google in maniera molto negativa.
L’indicizzazione dei file SWF da parte di Google è molto approssimativa e lontata da quella ideale. Usare un browser testuale come Lynx aiuta a rendersi conto di come alcuni motori vedono una pagina web. Ottimizzare alcune pagine web non equivale però a svolgere tutte le attività coinvolte in un’intera campagna SEO.
Il processo SEO consiste in alcuni passi fondamentali:
- trovare le giuste keyword;
- essere posizionato in alto per queste parole chiave;
- massimizzare il numero di utenti ce cliccano sulle SERP;
- massimizzare le conversioni;
- analizzare le performance.
Trovare le motivazioni di una ricerca relativa alle parole chiave in modo da poter costruire un testo che risponda a quelle domande. Pensare ad esempio a come verrà usato quel prodotto/servizio, alle zone geografiche di riferimento, alla spiegazione del termine, ai problemi derivanti dal suo utilizzo o a quelli che è in grado di risolvere. Successivamente è bene creare una seedlist, ossia di una lista di possibili varianti di una parola chiave. Per questo scopo si può usare anche lo strumento per le parole chiave di Google AdWords, quello di Yahoo! o WordTracker. Tale lavoro va svolto per ogni parola chiave.
E’ utilissimo costruire delle pagie di ingresso ottimizzate per alcune parole chiave. Tali parole devono apparire nel titolo della pagina, nell’intestazione e nel corpo del testo. Nelle pagine è bene che siano presenti dei link ad altre pagine interne che approfondiscono il tema (usare un anchor text appropriato). Il testo delle vari pagine deve essere informativo e presentare dei contenuti originali e “di valore”.
Un’altra procedura da non dimenticare riguarda la crezione di una Sitemap in formato XML per il sito, tale formato è supportato da Google e dai principali motori di ricerca e fornisce loro un aiuto in modo da indicizzare correttamente il sito web.
L’attuale situazione vede gli sviluppatori molto più avanti rispetto alle capacità dei motori. Craig Hordlow ritiene che è possibile prevedere che per i prossimi 5 anni sarà necessario mantenere anche una versione testuale per un sito; inoltre Google farà sempre più affidamento agli strumenti per Webmaster per gestire anche le RIA.

