La crescita degli Ad Blocker mette a rischio il business della pubblicità online  

Adblock Plus, un’estensione per il browser Firefox e per altri programmi della famiglia Mozilla, permette agli utenti di bloccare gran parte dei contenuti pubblicitari visibili su quasi tutti i siti web.

Attualmente pare che tale plugin abbia circa 2,5 milioni di utenti e secondo il suo creatore Wladimir Palant, ogni mese dalle 300.000 alle 400.000 persone scaricano AdBlock, che tra l’altro è il secondo plugin per Firefox più scaricato in assoluto.

Programmi simili sono disponibili anche per Internet Explorer, ma solitamente non sono gratuiti oppure non funzionano particolarmente bene come AdBlock Plus.

Adblock Plus bloccando gli annunci pubblicitari pone sicuramente a rischio i ricavi per tutte quelle realtà come Google, Yahoo!, CNET, Microsoft, ma anche numerosi piccoli e grandi editori online che vivono grazie alla presenza della pubblicità sulle pagine web. Alcuni hanno risposto a questa minaccia bloccando l’accesso ai loro siti ai visitatori che utilizzano Firefox, costringendoli quindi ad utilizzare un browser alternativo.

Sicuramente questa è una questione molto delicata e certamente le dinamiche economiche di Internet verrebbero drammaticamente modificate se improvvisamente programmi come AdBlock Plus fossero installati automaticamente su ogni singolo pc collegato ad Internet.

[via Seeking Alpha]


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11 Commenti a “La crescita degli Ad Blocker mette a rischio il business della pubblicità online”

Pagine: « 2 [1] Mostra tutti i commenti

  1. 10
    Filippo Ronco il

    Ti sei spiegato benissimo anche se trovo che sia veramente difficile trovare un sito che usa una tipologia unica di selling. Spesso e volentieri sono utilizzati molti metodi diversi su un unico sito. Ciao, Fil.



  2. 9
    H1dR0GeN0 il

    C’entra eccome, spiego con un esempio (scusa la semplificazione):
    Sito A ha solo banner che lo pagano a visualizzazione, quindi piu’ persone ne bloccheranno la visualizzazione meno guadagnera’, queste persone sono persone a cui presumibilmente non interessano i banner e non li cliccherebbero, e qui veniamo al sito B, che guadagna in base a quante persone cliccano sui banner, o in base al buon fine degli acquisti sul sito sponsorizzato dal banner. Queste persone sono quelle generalmente interessate ai banner, per cui non ne impediranno la visualizzazione.

    Per questo ho detto che ci perdono i siti che hanno annunci che pagano a visualizzazione, mentre i siti con annuncia che pagano a click perdono molto meno.

    Spero di essermi spiegato.



  3. 8
    Filippo Ronco il

    Idrogeno scusami ma che c’entra il metodo di selling della campagna. Se un ad è bloccato è bloccato. Ciao, Fil.



  4. 7
    H1dR0GeN0 il

    Ma qui in Italia, con il semianalfabetismo informatico forse non c’e’ ancora questo problema. Del resto se uno usa questi sistemi probabilmente alle pubblicita’ non e’ interessato, si guadagnera’ meno con i pay per view, ma con i pay per clik o pay per buy non cambia nulla.



  5. 6
    Filippo Ronco il

    Caro Maurizio, le tipologie di pubblicità che indichi, quelle invasive per intenderci, credo siano sempre meno utilizzate da chiunque abbia un po’ di buon senso. Piuttosto sono d’accordo - perché lo pratico - con il discorso della pubblicità on demand o almeno interessante per il lettore.



  6. 5
    Tiziano il

    E’ un’estensione per Firefox.



  7. 4
    Dario il

    Ma e’ un plugin o un’estensione ?



  8. 3
    Maurizio il

    Ciao a tutti,
    io sono un Ad blocker e non sono per nulla pentito della scelta. Onestamente non ne potevo piu’ di finestre e finestrelle che si aprono, di video che partono al centro dello schermo, di cuccarmi la presentazione di una macchina prima di poter leggere un articolo su Repubblica, e potrei continuare per ore. Io voglio essere libero di vedere la pubblicita’ che voglio e non che mi sia imposta. Una piccola nota: non trovate anche voi che la pubblicita’ piu’ invasiva sia sui siti italiani che quelli stranieri ?



  9. 2
    Giovanni il

    spero solo che non contribuisca a creare adv più invasivo



  10. 1
    Filippo Ronco il

    Caro Tiziano, è proprio vero : è una questione molto delicata. Prova a mettere sul piatto due interessi contrapposti ma collegati : navigare gratis in rete e guadagnare dalla pubblicità online. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. O si naviga in rete gratuitamente accettando le sponsorizzazioni o si accetta il fatto che fatti aberranti come il blocco di utenti che usano firefox si moltiplichino e arrivino addirittura a ritorni di fiamma di siti a pagamento. Vogliamo questo ? Non credo.

    Pensa poi che su vinix abbiamo fatto un esperimento lasciando la possibilità a chi è registrato con un piano a pagamento di navigare senza pubblicità. Ci credi che quasi nessuno ha sfruttato questa funzionalità ? Motivazione ? Paura di perdersi qualcosa di interessante, segno che la pubblicità online è spesso percepita come “informativa”. Specie se ben contestualizzata.

    Credo che iniziative di blocking di questo genere dovrebbero soccombere alla stessa velocità con cui nascono.

    La parola di uno che campa con la pubblicità online e che dovrebbe cercarsi un altro lavoro se da domani non si potesse più contarci su.

    Ciao, Fil.



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