La presenza dei magazine sul Web 
Una ricerca condotta da TBG (The Bivings Group) ha analizzato la presenza dei principali magazine statunitensi sul Web. L’analisi era rivolta principalmete a valutare la presenza o meno di tutte quelle funzionalità che vengono identificate con la famosa etichetta Web 2.0 (ormai è diventato un po’ come il bollino DOCG il DOP)*.
La conclusione è che la maggior parte dei siti in questione non fa largo uso delle nuove tecnologie. Sembra però che i magazine tendano ad usare il Web in maniera più innovativa rispetto ai quotidiani. Questi ultimi infatti hanno l’abitudine di replicare sul Web i contenuti presenti nella versione cartacea. I magazine invece vedono il sito web come un modo di arricchire i contenuti della carta stampata, il Web più come un supplemento che come un sostituto.
Tra le funzionalità maggiormente presenti vengono citate:
- i feed RSS nel 48% dei casi. Da notare che in nessuno di questi è presente la pubblicità all’interno dei feed;
- i forum sono offerti dal 46% dei magazine;
- il 38% dei magazine richiede la registrazione per poter consultare tutte le sezioni del sito;
- percentuale identica per quanto riguarda la presenza dei blog sui siti dei periodici, però in molti casi non è data ai lettori la possibilità di commentare;
- i contenuti video sono disponibili nel 34% dei casi mentre il podcasting è previsto in 14 siti su 100.
- solo il 6% fa uso dei tag come forma di classificazione ed organizzazione dei contenuti.
…e in Italia? Basta vedere il sito di Panorama per farsi un’idea.
Link: La presenza dei magazine sul Web.
* quando vedremo i siti OGM Free?

