La migliore strategia per lanciare un servizio Web2.0  

Avete un’idea innovativa per quel che riguarda il Web? Un’idea Web2.0, come si usa dire oggi.
Ecco i passi (tra il serio ed il faceto) da seguire per arrivare al successo.

  • Iniziate con pochi soldi, niente investimenti faraonici. Sul Web basta avere una buona idea.
  • Usate i tag per qualsiasi cosa, non le categorie.
  • Chiamate il vostro servizio con un nome impronunciabile, diventerà subito cool.
  • Restate sempre in fase beta. In caso di problemi non dovrete inventarvi ogni volta una scusa diversa.
  • Sfruttate il fenomeno dei social network. Gli utenti si iscriveranno e aggiungeranno tutte le persone che gli capitano a tiro, anche solo per fare vedere che hanno una lista di amici più lunga rispetto a quella del vicino.
  • Non siate troppo seriosi. Usate sempre un po’ di umorismo nel comunicare le cose agli utenti.
  • Fate recensire il vostro sito da TechCrunch. Michael Arrington deciderà se avrà successo oppure se sarà destinato ad un miserabile fallimento. Ovviamente se la recensione sarà negativa chiudete baracca e burattini e ripartite dal via, ormai per voi non c’è più alcuna speranza.
  • Sfruttate i contenuti generati dagli utenti, lasciate che siano loro a fare il lavoro sporco. Se non operate in questo modo rischiate di perdere pure l’etichetta Web 2.0.
  • Lasciate che gli utenti possano attingere ai vostri contenuti via feed RSS.
  • Una volta raggiunta la popolarità dovete vendere, vendere, vendere. Niente IPO, fate in modo di essere acquisiti da Google, Yahoo!, Microsoft o da Rupert Murduch. Se non ci riuscite, potete sempre tentare la vendita su eBay.

[via: Ideas for Ideapreneurs]




10 Commenti a “La migliore strategia per lanciare un servizio Web2.0”

  1. 1
    Cristian Conti il

    Leggere tra i punti quello riferito a TechCrunch alla prima lettura è considerabile una cosa normale, ormai.
    Poi ci ripensi e ti rendi conto di quanto sia terrificante tutto ciò..web 2.0 o bolla che sia.



  2. 2
    Tiziano il

    Alla fine il telespettatore e il navigatore non sono poi così distanti, il primo si fa influenzare da Bonolis, il secondo dal Michael Arrington di turno ;)



  3. 3
    Napolux il

    Quante verità in questi 10 punti! Cmq io regalo 4 idee a chi le voglia usare… :D



  4. 4
    Angelo Rossi il

    Metto questo link in testa ai preferiti. Me lo leggerò tutte le sere prima di addormentarmi :D



  5. 5
    Boh/orientalia4all.net il

    ahah! Stupendo! Ma dove li hai tirati fuori?:)



  6. 6
    Mavero il

    Oserei definire geniale il post.
    Però ha il suo ragionevole fondo di utilità … un pò come il caffè, tanto per citare un paragone!
    Le grandi idee spesso son partite da piccoli uomini.
    Bel post, complimenti.



  7. 7
    Gianluca il

    Io ho un’idea web 2.0: una caccia al tesoro virtuale … che ne dici?



  8. 8
    Tiziano il

    Sono contento che il contributo sia stato apprezzato :)
    Ora possiamo unirci tutti e lanciare la prossima idea Web 2.0.

    Per trovare qualche ispirazione basta fare un salto su:
    http://www.phibbi.com/extra/gsw2e.php

    Ecco la lista dei progetti che ho in mente di realizzare nei prossimi mesi:
    - Promuovere le tagcloud di Wikipedia implementando un servizio di nanotagging semantico
    - Pubblicare le foto di Paypal grazie a un servizio di podblogging open source
    - Permalinkare i file di del.icio.us grazie a un servizio di podfolksonomy collaborativo
    - Aggregare i video di Alexa con un servizio di social-mapping wi-fi
    - Taggare gli mp3 di AdSense grazie a un servizio di newssharing XML

    Ora pensate ai nomi ;)



  9. 9
    kOoLiNuS il

    Sfruttate i contenuti generati dagli utenti, lasciate che siano loro a fare il lavoro sporco. Se non operate in questo modo rischiate di perdere pure l’etichetta Web 2.0.

    Ecco, questa e’ una idea molto “Vita Reale 0.1″ tant’è che è usata in ogni studio professionale qui in italia.



  10. 10
    ELMANCO / Stefano Ricci il

    in effetti concordo…



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