Web 2.0, per molti ma non per tutti 
La blogosfera in questi giorni si è surriscaldata in seguito alla notizia secondo la quale CMP Media avrebbe mandato una lettera alla IT@Cork, per invitarli a non utilizzare il termine Web 2.0 nel titolo di un evento da loro organizzato.
Il fatto poi che CMP Media collabori con O’Reilly e John Battelle nell’organizzazione della Web 2.0 Conference, ha sicuramente acceso i toni e in tanti hanno iniziato a muovere accuse nei confronti di Tim O’Reilly.
Molti infatti hanno interpretato la notizia come se Tim O’Reilly volesse impedire a chiunque di utilizzare il marchio Web 2.0 in ogni contesto. La realtà è che CMP Media ed O’Reilly hanno in corso una pratica di registrazione del marchio Web 2.0, però “solo” per quel che riguarda l’organizzazione di eventi quali conferenze, workshop…etc…
Avendo organizzato già 2 Web 2.0 Conference, vogliono impedire che qualcuno possa organizzare un evento dal nome simile che possa generare confusione nel pubblico e far perdere di valore il proprio marchio.
Per maggiori informazioni vi consiglio di leggere alcuni post:











scorrendo la lunga sfilza di commenti al post originale (”more on…”), mi sembra che la polemica sia tutt’altro che rientrata e parecchia gente abbia ragione nel dire che quel (tentativo di) registrare “web 2.0 solo” per quel che riguarda l’organizzazione di eventi sia un po’ il classico boomerang, giustamente, considerata la fama di o’reilly….stay tuned!
Potevano riflettere un po’ prima di procedere alla registrazione del nome Web 2.0. Il danno di immagine è sicuramente notevole.
La registrazione potrebbe anche andar bene se fosse limitata a “Web 2.0 Conference”, il fatto che loro invece vogliano che nessuno usi il termine Web 2.0 nel titolo di un evento mi sembra davvero eccessivo.