L’approccio autolesionista di Cisco  

La scorsa settimana è esploso il caso che ha coinvolto i nomi di Cisco e di Michael Lynn, un esperto di sicurezza ed (ormai) ex-dipendente di Internet Security Systems. Michael Lynn durante una conferenza tenuta in occasione della Black Hat Security Conference ha presentato il suo metodo per compromettere e far girare del codice “non autorizzato” sui router Cisco.

La risposta di Cisco è passata direttamente attraverso gli studi legali per impedire a Lynn di diffondere qualsiasi informazione in materia. Invece che stabilire un dialogo per risolvere il problema e rendere più sicuri i propri prodotti si è preferito scatenare una battaglia legale che ha amplificato il rumore sulla faccenda.

Il rischio maggiore è che Cisco ha lanciato un messaggio negativo alla comunità hacker, chiudendosi in sè stessa e rinunciando ai possibili contributi che potrebbero servire a rendere migliori i propri router.

Fonte: VoIP Watch




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